Titolo: La Pasqua dei Malintesi
Autore: Swan
Pairing: SiriusRemus (HARRY POTTER)
Pairing: SiriusRemus (HARRY POTTER)
Rating: PG-13
Erano oramai le undici di sera quando Remus Lupin smise di correggere alcuni compiti in classe e decise di coricarsi.La finestra che troneggiava sopra alla sua scrivania offriva un meraviglioso spettacolo: la luna si rispecchiava nel lago sottostante creando infiniti giochi di luce e colore, ma il mago era troppo preso dai suoi pensieri per potersene accorgere. Sospirò con aria rassegnata e si prese il mento tra le mani, appoggiando i gomiti al ripiano della scrivania, completamente sommersa di fogli scritti disposti disordinatamente; il professore non era mai stato un cultore dell’ordine.Oltretutto solo poche ore prima aveva ricevuto una visita decisamente inaspettata …- Accidenti a me … - Si disse solo vagamente indispettito mentre gettava un rapido sguardo sul suo letto, posto nel centro della stanza; qualcosa o qualcuno si mosse tra le lenzuola celesti, facendo sospirare( per l’ennesima volta in quel giorno ) il professore di difesa alle arti oscure.- Dormi bello, dormi … - Disse l’uomo, portando il suo pensiero inevitabilmente alla sera prima, quando il suo amico Hagrid lo aveva invitato a Hogsmeade per bere qualcosa.
*************************
La sera prima …
- Congratulazione Remus!!! – Aveva gridato Hagrid col suo solito vocione – Sono davvero contento che ci sei tu per fare l’insegnante quest’anno … ROSMERTAAA!!!!! … vieni carissima porta altro rum che io e il mio amico qua dobbiamo festeggiare! –
Madama Rosmerta arrivò con due bottiglie intere in mano e posò al tavolo occupato dai due uomini cercando di fare il più in fretta possibile, non riuscendo però a evitare una sonora palpata di sedere da parte di un Hagrid decisamente più alticcio ed entusiasta del solito.
- Ma Hagrid, emh … guarda che sono mesi ormai che insegno qui a Hogwarts … tra due tre giorni è Pasqua! – Disse Remus cercando di nascondersi dietro al corpo massiccio del mezzo gigante mentre tutti gli altri clienti del pub si giravano a guardarli bisbigliando tra loro.
- Ah si? – Disse l’altro con enfasi dandogli una pacca sulla schiena che mandò il povero Lupin a baciare il ripiano del bancone al quale erano entrambi seduti. - … Allora festeggiamo la Pasqua!!! Bevi! Bevi!!!! Oggi dobbiamo proprio ubriacarci!!! –
E riempito il bicchiere del professore quasi fino all’orlo, glelo porse
- Allora che farai per le vacanze, la maggior parte dei ragazzi è tornata a casa, non dirmi che resterai a scuola? – Continuò poi il guardiacaccia.
- Umh … si resterò qui, tanto poi è solo questione di una decina di giorni; inoltre sinceramente non avrei il denaro per andarmene in vacanza da qualche parte . –
- Bene, bene … bevi allora! – Replicò l’altro notando il bicchiere ormai vuoto del professore - … Sei sicuro che resti? Non andrai neanche a trovare qualche parente? –
- No, non ho più parenti … - Disse Lupin trangugiando la bevanda infuocata.
- Bene, bene … -
- Come bene? – Fece Lupin osservandolo con sospetto.
- Emh … volevo dire: BENE! Allora beviamoci su! –
- Si ma … quanto ci costeranno tutte queste bottiglie? –
- Tranquillo Remus, stasera offro io … sei sicuro che non devi fare proprio nessun viaggetto? Non c’è nessuno che potrebbe invitarti da qualche parte? –
- No, proprio nessuno! – Disse piano il giovane mago - … e poi ho delle lezioni da preparare! –
- BRAVO! – Replicò il mezzogigante parcheggiandogli un’altra devastante pacca sulla schiena che fece arrivare nella gola del mago dai capelli ramati stomaco, duodeno e parte della milza …
Anche se agonizzante sul tavolo Lupin riuscì a indirizzare all’altro uno sguardo inequivocabilmente sospetto.
- E’ bello vedere uno che è così attaccato al suo lavoro … bevi bevi … -
Il professore sentiva che c’era qualcosa sotto, ma non riuscendo proprio a immaginarsi che cosa, si lasciò convincere dall’amico a bere più del solito … tanto pagava lui!
**********************
Lupin si stiracchiò, si alzò dalla sedia per chiudere la finestra: l’aria della notte si satava facendo un po’ troppo fredda e quello non era decisamente il momento più indicato per buscarsi un raffreddore.Nello stesso istante, la cosa nel letto parve muoversi di nuovo tra le lenzuola …
* Accidenti ad Hagrid … *
**********************
- Cosa? … - Disse Lupin esterrefatto alzandosi dal proprio letto, sul quale erano seduti lui e Hagrid – uno smorfietto? Ma di che stai parlando? –
- Non sai cosa sono gli smorfietti? – Chiese Hagrid sorpreso – Sono delle piccole creature che … -
- Non intendevo dire questo – Replicò il professore con un gesto d’impazienza della mano – so benissimo COSA sono gli smorfietti … mi chiedevo piuttosto quando ti avrei promesso di prendermene cura in tua assenza! –
- Ma come? Me l’hai detto giusto ieri sera, non dirmi che te ne sei scordato? –
- Non mi ricordo di averti promesso niente! –
- L’hai detto invece … e hai aggiunto che non avrei avuto di che preoccuparmi,… che finchè non tornavo da mio cugino Igor avresti pensato a tutto tu! –
Lupin sbuffò, ora i fatti della sera prima si stavano facendo decisamente più chiari.
- Adesso capisco perché mi hai fatto ubriacare! … Sei davvero un furbone! –
- Eddai Remus, ogni promessa è debito! –
- Hagrid… non posso tenere un animale di quel genere nella scuola, il regolamento … -
- E tu lasceresti una povera bestiolina tutta sola per seguire uno sciocco regolamento? … Mi deludi Remus! –
Tanto disse e tanto fece che alla fine Remus si convinse … avrebbe tenuto con se lo smorfiotto, a patto che non fosse uscito dalla sua camera, onde evitare ogni sorta di guaio.
- Allora, mi fai vedere questo animaletto? – Chiese con aria rassegnata.
Il guardiacaccia ridacchiò e prese la cesta che aveva appoggiato in un angolo della stanza: ne estrasse un candido batuffolo peloso dall’aria apparentemente innocua.
Il piccolo essere fece le fusa non appena Hagrid lo accarezzò sulla testolina, coperta di soffice pelo candido. L’animale era grande più o meno quanto una mela e della stessa, identica forma , inoltre era completamente sprovvisto di zampe anteriori; gli smorfiotti in genere saltellavano con l’ausilio di quelle posteriori, che erano solide robuste e altrettanto pelose.
* Bhe, questo per lo meno è caruccio * pensò Remus tra se e se, inoltre anche se gli smorfiotti non erano contemplati tra gli animali che potevano frequentare la scuola, non erano tutto sommato pericolosi … si, magari a volte potevano essere un po’ dispettosi, ma in ogni caso una settimana passava in fretta; era sopravvissuto a ben altre disgrazie in fin dei conti…
- E’ carino … - Disse il professore avvicinandosi e accarezzando la bestiola nel modo in cui lo stava facendo Hagrid
- Si, vero? – Fece il mezzogigante tutto orgoglioso – Però ti do un consiglio, non toccargli mai la coda … quando qualcuno lo fa si irrita … e … ehm … si irrita molto. –
Lupin bloccò la mano con cui stava toccando l’animale, che lo guardò ed emise una specie di miagolio.
- Non avevo mai saputo di questa cosa – Disse guardando con sospetto l’amico di fronte a lui - Senza contare che non avevo mai sentito parlare di uno smorfiotto con la coda … -
- Bhe sai, in realtà lui è un incrocio tra due razze di smorfiotti, uno della nuova guinea e uno della Giamaica … credo … -
Remus rabbrividì preferendo non pensare al complesso codice genetico della bestiola, mentre Hagrid grattandole energicamente il capo disse
- Dai Sevvy, saluta il tuo amico Remus -
La bestola miagolò ancora in direzione del professore che si sentì cedere le gambe
- Come hai detto che si chiama? – chiese sperando di avere capito male
- Si chiama Severus, eh eh eh ma in famigliarmente lo chiamo Sevvy! – Rispose l’altro con un sorriso.
Lupin deglutì … sentiva che questo gli avrebbe portato dei guai …
- Ma che razza di nome gli hai dato? – Disse stupito – Non mi sembra adatto a quel batuffolo di peli ! –
- In realtà non gliel’ho dato io, l’ho vinto alle carte al bar e gli avevano gia dato il nome! … Lui ti ubbidisce solo se lo chiami così! –
Remus pensò che avrebbe parlato can il ministero della magia per far diventare fuori legge il gioco alle carte ….
- Va bene, ve bene, terrò Severus con me – Disse rabbrividendo nel sentire la sua voce pronunciare lo stesso nome che portava anche l’arcigno professore di pozioni – ma solo per una settimana, capito? SETTE GIORNI e non di più! –
Il suo tono non ammetteva repliche e Hagrid se ne andò pensando che era meglio non chiedere a Remus di tenergli anche la sua nuova pianta gigante carnivora …
*****************************
Remus si sedette sul letto e cominciò a togliersi le scarpe
- In che situazione mi sono cacciato! – Disse ad alta voce mentre lo smorfiotto usciva dalle lenzuola e si accoccolava sul suo grembo.
Il professore rimase per qualche attimo a guardare la fragile creatura …
- Certo che sei proprio carino … - Sorrise - … Severus! –
L’animale fece le fusa e sbadigliò con aria assonnata; aveva avuto doppia razione di cibo e quel tipo con cui l’aveva lasciato il suo padrone, era decisamente gradevole.Si addormentarono tutti e due e la stanza sprofondò nel silenzio.
******************************
******************************
******************************
Un raggio di sole primaverile filtrò dalle imposte ancora chiuse della camera di Remus Lupin, soffermandosi proprio sulle sue ciglia chiuse. Il professore si stiracchiò rigirandosi nel letto, disturbato da quel fascio di luce improvviso e guardando con aria annoiata la sveglia sul comodino: le otto e mezza.
Il mago decise di rimanere ancora per qualche attimo infagottato nelle coperte; le lezioni ormai erano sospese e gran parte degli studenti e dei professori era andata a passare le vacanze altrove: un’ottima occasione per rimanere a poltrire a letto un po’ più del solito.
Allungò un braccio verso l’angolo del letto dove lo smorfiotto si era rannicchiato la notte prima e sentendo che l’animale non c’era più, con uno sbadiglio di sollevò dalle coperte; forse si era svegliato e aveva fame, meglio dare un’occhiata prima che la bestiola potesse combinare qualche guaio…
Severus Snape si era alzato come al solito di buon mattino, per primo si era recato a far colazione nel grande salone della scuola, si era recato a Hogsmeade per acquistare nuovi in gradienti per le pozioni e ora stava tornando nei sotterranei nel castello.
Le sue giornate si svolgevano con puntuale regolarità da quando aveva cominciato a insegnare a Hogwarts, sveglia presto, colazione frugale, lezioni e alla sera, dopo cena era solito rinchiudersi nella sua stanza per correggere i compiti dei suoi deludenti allievi e andare a letto presto. Albus gli diceva sempre che era ancora giovane e avrebbe potuto svagarsi un po’,ma a lui andava bene così. Ricordava bene la discussione che aveva avuto con il preside soltanto il giorno prima: Dumbledore era entrato nel suo laboratorio con un’aria molto preoccupata: la scusa era quella di fargli firmare delle scartoffie, ma in breve andò al dunque:
- Severus, perché non te ne vai da qualche parte per le vacanze? Ti farebbe bene prendere un po’ d’aria di tanto in tanto … -
- No preside, penso che rimarrò ad Hogwarts … -
- Ma Severus … -
- La prego, ho gia deciso –
E il discorso era stato troncato lì, come ogni volta che Dumbledore cercava di dargli qualche consiglio sulla sua vita privata.
Gli dispiaceva che fosse tanto in ansia per lui: Severus sapeva che il preside lo diceva per il suo bene, ma non sopportava quando il suo ex professore cercava di fargli da padre … neanche avesse avuto sedici anni!
Poi, data l’assenza temporanea degli allievi, avrebbe potuto dedicarsi allo studio di nuove pozioni: da sempre la sua più grande passione; un motivo in più per restare … se ne sarebbe stato nel suo sotterraneo a trafficare con i suoi miscugli senza rompiscatole tra i piedi!
Mentre era perso nei suoi pensieri, il professore sentì una voce familiare rimbombare per le scale.
- Severus!!! Severus dove sei!!!???? –
Il professore si bloccò sul posto …* Lupin!!??? No, non poteva essere, aveva capito male … Lupin che lo chiamava tsk! Figurarsi *
Riprese a scendere
- Severus!!! Severus dove ti sei cacciato? –
Acc … era proprio Lupin, e a quanto pare stava chiamando davvero lui!
Fece di corsa la rampa di scale e percorse in fretta il corridoio fino alla camera di Lupin, chiedendosi se avesse dovuto bussare oppure no.
- Severus! Non nasconderti, vieni qui sciocco! –
Sciocco!!??? A LUI!!!!??? Il professore di pozioni bussò energicamente alla porta decisamente indispettito. Si sentì una grande confusione, un rumore sordo… come di una palla che rimbalzava sul pavimento e poi un tonfo: probabilmente Lupin si era gettato per afferrarla.
Gli aprì la porta un Remus decisamente agitato e con un insolito largo sorriso da un orecchio all’altro.
- Seeeveruuusss … ma che … emh … piacere vederti!!! –
Snape lo osservò da capo a piedi con aria fosca
- Sentiamo … chi è che sarebbe scemo? –
A Remus cadde la mascella …
- E poi io non mi sto affatto nascondendo da nessuno … che stupidaggini ti inventi? –
* Una scusa!!! Una scusa!!! * pensava intanto Remus preso dal panico.
- Che dici Severus? Ti sbagli, io non ti ho affatto chiamato! –
Negare era la soluzione migliore!
Snape assunse un’aria sorpresa
- Come sarebbe a dire? Ti ho sentito chiaramente, sono certo che era la tua voce! –
- Ti giuro che io non ho chiamato affatto te! - … Bhe in effetti non era una bugia …
- E allora la voce che ho sentito? –
- Dai, sarà stato Pix, lo sai che si diverte a imitare la gente! –
Il professore di pozioni assunse un’aria sospettosa e si guardò intorno
- Non mi è sembrato di vederlo in giro! –
- Ehm … è bravissimo a nascondersi eh eh eh sai come si dice … toccata e fuga eh eh eh –
ma l’altro non rise affatto e se ne andò con fare circospetto senza aggiungere una parola, scoccando un’occhiataccia all’altro mago fermo sulla porta.
Remus rimase per un attimo a fissarlo mentre se ne andava e si richiuse la porta alle spalle:
- Però … simpatico come sempre! – Disse sorridendo e guardando lo smorfiotto che legato e imbavagliato cercava di liberarsi.
Remus ridacchiò …
- Eh eh scusa amico, ma non potevo permettere che fossi visto, soprattutto dal tuo acido omonimo! – E liberato con un gesto della bacchetta il piccolo essere dalle corde, rimase a guardarlo mentre quello, indispettito, gli lanciava pernacchie sputando saliva ovunque.
- Eh eh, dimenticavo che sei una smorfiotto – Replicò il mago prendendo tra le mani l’animale che continuava a sputacchiare – dai, adesso stai buono che ti do da mangiare! –
*
Il professor Dumbledore si avvicinò alla stanza dell’insegnante di difesa alle arti oscure, voleva sapere qualcosa a proposito degli effetti della pozione anti licantropia che Severus preparava a Lupin per evitare la trasformazione di quest’ultimo in un terribile lupo mannaro… A proposito di Severus … l’aveva visto uscire di prima mattina e non l’aveva più visto in giro, sicuramente si era di nuovo chiuso nel suo laboratorio a studiare! ... Benedetto ragazzo! Avrebbe dovuto trovarsi degli amici!!! Altro che starsene solo tutto il giorno!Arrivato innanzi alla porta, il preside fece per bussare, ma …
- Severus, dai ti prego, smettila di leccarmi –
Dumbledore in principio non volle credere a quanto aveva sentito, ma poi sentì uno starnuto e la voce di Lupin continuò …
- …Stanotte mentre dormivamo hai tirato verso di te le coperte e mi hai scoperto completamente … devo essermi buscato un malanno! –
Dumbledore arrossì … * MENTRE DORMIVAMOOO??? * voleva dire che quei due avevano passato la notte insieme!?! Con il cuore in gola il preside avvicinò l’oreccho alla parta per sentire meglio
- Severus …va bene dai, fammi vedere in che altro modo sai usare la bocca! –
Il preside divenne color porpora … forse era maglio allontanarsi! Se ne andò fischiettando: ecco perché Severus aveva deciso di rimanere e aveva rifiutato le ferie! Eh! Eh! E lui che era tanto preoccupato … decise di non prendersela per il fatto che il professore di pozioni non gli avesse parlato della sua relazione con Remus Lupin, forse pensava che lui fosse contrario all’amore gay? In ogni caso l’importante era che Severus avesse trovato qualcuno da amare! Maschio o femmina non importava, bastava che fossero entrambi felici!
Dentro la sua stanza Remus disse con pazienza:
- Severus … va bene dai, fammi vedere in che altro modo sai usare la bocca! –
E lo smorfiotto non se lo fece ripetere due volte; la bestiola Continuò a fare spugni e smorfie all’insegnante finchè questi non gli riempì il piattino di cibo.
Remus si sedette sul letto a guardarlo, per fortuna che con Severus se l’era cavata!!! L’importante era che nessuno si accorgesse della presenza dello smorfiotto e cosa della massima importanza, che l’animale non fosse mai uscito dalla stanza!
*****************************************************
Erano passati gia quattro giorni da quando quel pazzo di Hagrid aveva dato in affidamento il piccolo Severus al professore di difesa alle arti oscure. Quest’ultimo appariva molto più entusiasta, dalla prima volta che il simpatico batuffolo di pelo gli era stato presentato … sotto il nome del suo collega meno simpatico per giunta, ma si sa, non si può avere tutto dalla vita e anzi, il professore pensava che se quel ghiacciolo di Snape avesse avuto una bestiolina così simpatica di cui prendersi cura, avrebbe sicuramente avuto modo di migliorare il suo carattere, diventando sicuramente meno acido e più di compagnia.
Quella mattina Lupin era seduto alla scrivania, intento a correggere delle relazioni dei suoi allievi, ma l’aria frizzante fuori dalla finestra e il tiepido sole primaverile erano una tentazione impossibile da ignorare: era una giornata da andarsene a passeggio per il lago, non era di sicuro fatta per starsene chiusi nel castello a lavorare!Il lupo mannaro si volse verso lo smorfiotto che saltellava per tutta la stanza, divertendosi a gettare in terra tutto cio che incontrava e facendo linguacce al suo temporaneo padrone.
- Che ne dici Sevvy, perché non ce ne andiamo a fare una passeggiata intorno al lago? –
Il singolare animale fece una capriola ed emise il suo strano verso simile a un miagolio per esprimere la sua contentezza: erano quattro giorni che viveva chiuso dentro la stanza di Lupin e aveva decisamente voglia di saltellare su una bella distesa d’erba, dato che nella stanza aveva già demolito cio che c’era da demolire.
- Ok, allora è deciso, oggi si fa vacanza! – Sentenziò poi il professore con un sorriso alzandosi dalla scrivania e afferrando tra le mani lo smorfiotto - … Ma tu dovrai comportarti bene capito? Soprattutto nel tragitto che va dalla mia stanza al parco della scuola te ne starai fermo e buono sotto al mio mantello?Ci siamo intesi bene? –
L’animale miagolò felice e fece le fusa contro la mano del lupo mannaro leccandola con la lingua rosea e decisamente grande in confronto alle dimensioni del resto del corpo.
- Ah ah ah sei davvero tenero Severus - Disse Lupin allegramente; doveva ammettere che si era davvero affezionato a quell’insolita bestiola, era l’unica che gli avesse dimostrato un po’ d’affetto dopo tanto, tanto tempo – … Mi dispiacerà quando dovrò restituirti al tuo padrone! –
Detto questo il professore prese il leggero mantello appeso sull’appendiabiti e dopo avere nascosto nella maniera migliore possibile lo smorfiotto, si apprestò ad uscire dalla sua stanza.
L’interno del castello era davvero paragonabile a un labirinto: corridoi su corridoi che si incrociavano tra loro, in un intrico di passaggi sconosciuti, stanze mai viste e scale che cambiavano posizione. Era una bella fortuna essere stato uno dei Marauders all’epoca del liceo: conosceva forse ogni antro di quell’imponente edificio e sapeva muoversi con grande destrezza; … pensare che alcuni dei professori ancora si perdevano, mentre andavano a far lezione!!!
Era quasi arrivato all’ingesso principale quando incrociò l’alta figura del preside Dubledore, seduta davanti a un quadro a grandezza naturale di un personaggio abbigliato secondo la moda medievale.
- AH! Il nostro professore di difesa alle arti oscure!!! – Disse l’anziano mago non appena lo vide, mentre il gentiluomo all’interno del quadro lo squadrava con un’aria strana, quasi divertita.
- Preside! – Esclamò Lupin, stringendo forte contro di sé lo smorfiotto, che si mosse piano sotto al suo mantello. Maledizione! non poteva fermarsi a chiacchierare, avrebbero scoperto la presenza di Severus!!!
- Perché non ti unisci a noi, stiamo facendo una partita a briscola …ti piace giocare a briscola, vero? … –
Lupin gettò un’occhiata piena di panico alle due figure di fronte a lui e al tavolo da gioco che era stato allestito di fronte al quadro.
- Venga professore, venga!!! – Incalzò l’uomo dentro al quadro – Chissà come si starà annoiando tutto solo in una giornata come questa! –
- Emh … veramente io … -
- Suvvia suvvia mio caro Remus!!! Vieni con noi!!! – Incalzò Dumbledore alzandosi dalla seggiola e avvicinandosi al lupo mannaro.
* Ma porc … *
- No preside davvero, ho … ehm … un impegno irrinunciabile, mi piacerebbe molto ma … -
- Remus!!! Basta con gli impegni e il lavoro!!! Siamo in vacanza, rilassati un po’! – Replicò Dumbledore sorridendo e afferrando Lupin per un braccio, ma … al piccolo smorfiotto improvvisamente mancò l’aria, costringendo il povero animale stipato sotto al mantello del professore a muoversi in cerca d’aria … proprio tra le gambe del povero Lupin.
- AHU … - Remus cercò di soffocare il grido, diventando bordeaux in viso …
- Remus! … Che ti pre … - Ma le parole gli morirono in gola, quando il preside vide spuntare sotto al mantello del professore, in una posizione decisamente strategica e inconfondibile … uno strano rigonfiamento. Improvvisamente il precedente rifiuto di Lupin gli parve decisamente chiaro:
- Eh eh eh beh … bene, capisco … - Disse con uno straordinario sorriso - … Beh, divertitevi allora … - aggiunse facendo l’occhiolino a un sempre più stupefatto Lupin, che comunque non perse l’occasione di girare sui tacchi ed andarsene di gran carriera, dopo avere biascicato un saluto al preside sempre più rosso e gasato e al ritratto del gentiluomo.
Quando Lupin fu lontano il preside tornò a sedere e sempre sghignazzando, riprese la partita a carte che aveva interrotto.
- Cosa ridi Albus ? – Fece il suo avversario, curioso.
- Eh eh eh … - Fece Dumbledore con aria estremamente soddisfatta – sai, è che il professor Lupin mi ha tolto una grande preoccupazione! –
- Posso sapere quale? –
Il preside si fregò le mani e dopo avere fatto apparire due calici e una bottiglia di ottimo vino, ne versò per se e per il gentiluomo.
- Bevi amico mio – Disse alzando in aria il bicchiere – Brindiamo alla gioventù e all’amore –
L’uomo del quadro non insistette, sapeva che Dumbledore non era un pettegolo e non gli avrebbe mai parlato degli interessi di qualcun altro, specie se questo qualcuno gli stava a cuore, così si rassegnò a brindare con l’amico e a finire la loro partita.
******************************************************
Remus uscì quasi di corsa dal castello e si avviò di volata verso il lago ripensando alla faccia del preside.
* Che figura!!! * Pensava con aria abbattuta, non avrebbe mai più avuto il coraggio di guardare in faccia il preside!!! Di sicuro aveva pensato che doveva vedersi con qualcuno per combinare chissà che cosa … doveva considerarlo una specie di pervertito!!!
Quando fu arrivato a un piccolo spiazzo in riva, circondato da grossi alberi, si fermò e si guardò intorno …
Nessuno ….
Si sedette dunque sull’erba e estrasse finalmente da sotto il mantello il povero smorfiotto mezzo soffocato e ansante per il caldo. Inizialmente la bestiola prese a fargli sgugni e boccacce come al solito, che stavano per:
* PER POCO NON MI ASFISSIAVO LA’ SOTTO, STRONZO!!! *
Ma il vedersi finalmente all’aria aperta, dopo tutti quei giorni rinchiuso al castello, fece dimenticare allo smorfiotto che era offeso e l’animaletto cominciò a saltellare e a ruzzolare per tutto lo spiazzo d’erba.Remus lo osservò sorridendo:
- Se sapessi la figura che mi hai fatto fare!!!... Ma proprio la sotto dovevi andare a finire? – Disse ripensando alla scena con il preside.
Il piccolo Severus per tutta risposta gli fece il muso e si tuffò in acqua spruzzandolo da capo a piedi con le sue forti zampe posteriori.
- Maledizione!!! – Gridò Remus completamente fradicio scappando il più lontano possibile dalla riva.
Il licantropo si stese sull’erba in un punto dove il sole filtrava tra gli alberi, si sarebbe asciugato il vestito e magari avrebbe anche preso un po’ di sole.
- Non ti allontanare!!! – Gridò allo smorfiotto che nuotava felice nel lago e quello per tutta risposta gli rivolse un’altra delle sue ormai famose pernacchie
- Beh, in qualcosa si assomigliano – Disse Lupin ridacchiando pensando all’altro Severus, quello formato ghiacciolo ambulante. – Quando ci si mettono sanno essere davvero dispettosi! –
Poi il professore estrasse dalla tasca il libro che si era portato e si calò nella lettura.
*
Lupin, con il suo amico smorfiotto sotto al mantello, rientrò dalla breve gita nel tardo pomeriggio e dopo avere portato l’animale in camera sua, andò in biblioteca a cercare un libro sugli avvicini, che sarebbero stati presto oggetto di una sua lezione.
Mentre era assorto nella ricerca, sentì qualcuno aprire la porta e la voce del custode Gazza dire:
Remus alzò il naso dal libro che stava leggendo e rispose al custode
- Si ci sono, ha bisogno di me? –
- C’è Hagrid per lei a quella macchinetta infernale dei babbani … com’è che si chiama? … relefono? felefono? –
- Si dice telefono Gazza … arrivo subito – Rispose Remus ridacchiando sotto i baffi mentre sentiva Gazza urlare nella cornetta: “ HA DETTO IL PROFESSORE CHE ARRIVVAAAA!!!!! “
Quando Hagrid andava da quel suo cugino che stava in territorio babbano, adorava usare il telefono: lo trovava un oggetto esotico e quando tornava se ne vantava con tutti al pub! Purtroppo non era un oggetto di uso comune nel mondo dei maghi e pochi ne avevano uno, a scuola lo possedevano per informare le famiglie dei ragazzi di origine babbana, che non avevano dimestichezza con la posta via gufo, delle comunicazioni della scuola … Gazza impazziva sempre quando era costretto ad usarlo!!!
Lupin prese la cornetta che gli porse Gazza e si allontanò dal custode per poter parlare tranquillamente, rientrando nella biblioteca.
- Ciao Hagrid, si tutto bene … -
*****************************************************
In quel momento Dumbledore e la Mc Grannith stavano verificando l’efficacia di tutte le barriere magiche di sicurezza che avevano instaurato per proteggere la scuola da Sirius Black
- Signor preside, la biblioteca è gia stata controllata? –
- Tutto è gia stato passato al setaccio Minerva, ma un’occhiata in più ogni tanto non guasta! – Replicò il preside aprendo la porta della grande biblioteca.
Improvvisamente una voce ben nota giunse alle loro orecchie:
- Si certo, anche Severus sta bene! –
Dumbledore e la Mc Grannith si guardarono stupiti e si misero in ascolto …
- Ormai dormiamo insieme tutte le notti … -
Il preside ridacchiò sommessamente e guardò la strega diventare di un malsano color violaceo.
- Si, scivola sotto le mie lenzuola …e si accoccola contro di me
- !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! – Mc Grannith
- …………….. – Dumbledore
- E poi … ma quanto ce l’ha grande!!! –
La Mc Grannith non resse a quest’ultima scandalosa affermazione e svenne , prontamente recuperata da Dumbledore che la trascinò verso l’infermieria per rianimarla.
- … Si, non sapevo che la lingua degli smorfiotti fosse così grande rispetto al corpo – Specificò Lupin al telefono – Bhe, ora ti saluto, ormai sarà ora di cena …. Si …. Si ….. ciao !!! –
E ignaro di tutto, il professore di difesa si recò verso la sala da pranzo.
****************************************************************************
Quella sera, a cena, il professore di difesa alle arti oscure si sentì estremamente a disagio, anche se non avrebbe saputo esplicitarne propriamente il motivo; forse era a causa del fatto che il preside continuava a lanciargli occhiate soddisfatte facendogli di tanto in tanto l’occhiolino, con una stranissima aria complice … o forse era per il fatto che la Mac Grannith si era presentata soltanto a metà del pasto, con attaccato al naso qualcosa che somigliava in maniera inquietante a una specie di sondino per l’ossigeno terapia, ma il peggio era che la strega non gli aveva tolto gli occhi stralunati di dosso per tutto il tempo che il povero Remus era rimasto nella sala mensa.
Fortemente disorientato dal comportamento del preside e della professoressa, il povero Remus si alzò da tavola prima del dolce, incurante delle straordinarie torte alla crema che apparivano per magia sulle tavole riccamente imbandite e decorate, allontanandosi definitivamente dalla sala.
Dumbledore, osservò sorridendo la figura del lupo mannaro, sparire dietro il portone e fece scivolare lo sguardo su Severus Snape, che terminato il pasto, si apprestava medesimamente ad alzarsi… Se non avesse saputo i retroscena tra Lui e Lupin, sicuramente non avrebbe dato peso alla cosa: Severus era una persona schiva, e stare in mezzo a tutta quella gente più del necessario, a detta sua, gli faceva venire il mal di testa, …senza contare che detestava i dolciumi.
Ma ora … ora le sue motivazioni dovevano essere indubbiamente altre, almeno secondo il punto di vista del preside.
Il preside sorrise … Accidenti, non aspettavano neppure la fine del pasto per incontrarsi in segreto … quei due ragazzi dovevano amarsi davvero molto! ( Dumby è un romanticone … nda ). E mentre era preso da questi pensieri, si riempì per la terza volta il piatto, di torta alla crema … lanciando un’occhiata di sbieco alla Mac Grannith, che da quando Remus era uscito dalla stanza, non faceva altro che fissare il punto da dove il professore era sparito, senza risparmiare alcuni memorabili sguardi all’amico e collega Albus Dumbledore.
- Suvvia Minerva! – Disse il preside con fare allegro - Non vedo che cosa ci sia da rimanerci così male… -
La strega, alle parole del potente mago, parve uscire dal suo apatico torpore almeno quanto bastava per articolare un qualcosa di intellegibile.
- Albus, non scherzare! – Replicò con decisione – Io non posso credere a questa storia, è troppo assurda! –
- Ma cosa c’è di assurdo? – Incalzò il preside – Se i ragazzi si amano non ci trovo nulla di male! Eravamo entrambi preoccupati per il fatto che severus, dopo la terribile esperienza con i death eaters, non fosse più riuscito a rifarsi una vita sentimentale! … E ora tu ti lamenti! –
La donna si scaldò ulteriormente
- Conosco profondamente Severus Snape da anni e sono pronta a giurare che non ha CERTE tendenze! … Non farebbe mai sconcerie di quel genere tra le mura di questo castello!!! – Aggiunse, riassumendo una pericolosa tinta cutanea tendente alla cianosi, risistemandosi alla megli il sondino con l’ossigeno … il colpo era stato troppo duro …il pensiero che sotto lo stesso tetto dove abitava anche lei, due uomini potessero fare… certe porcherie …era inconcepibile, SCONVOLGENTE! Le sue idee bigotte, da vecchia zitella inacidita non potevano tollerare cose di questo genere e Dumbledore afferrò al volo questa innegabile realtà.
- Ah Minerva! – Disse sospirando – A te vorrebbe ogni tanto un bello SFILATINO come si deve, sei troppo tesa amica mia, rilassati! –
La donna diventò color porpora
- Ma di che stai parlando Albus? – Replicò, indecisa se sentirsi offesa o divertita dall’affermazione del suo vecchio amico.
- Eddai Minnuccia mia, sta parlando di un bel … emh … determinante anatomico maschile nella tua entrata femminile! Lo so che ultimamente hai qualche problemuccio in campo sessuale! –
La donna arrossì:
- Questi mio caro non sono affari tuoi! – Affermò irritata, abbandonando la sala dove ancora alcuni professori e studenti stavano finendo il pasto.
Minerva Mac Grannith percorse di gran carriera i corridoi sconfinati di Hogwarts, con visibile apprensione. Maledizione!!! Come aveva fatto Albus a venire a conoscenza dei problemi di eiaculazione precoce di gazza? Si vedeva così tanto che ultimamente non era soddisfatta al meglio?!? Non voleva sembrare una vecchia zitella inacidita come la maggior parte delle sue colleghe!!! ( lo sembra già, ma non glelo dite, nda ) … Appena avrebbe trovato coraggio, avrebbe chiesto a Severus qualche pozione per risolvere il problema suo e del suo compagno!
Comunque, stando alla situazione attuale, c’era un problema ben più gravoso da risolvere … Severus e Lupin.Ma come fare? Come affrontare la questione? Come evitare lo scandalo? … Due professori maschi insieme … brrrr ….
Mentre rimuginava sulle possibili soluzioni, la donna non si accorse di essere arrivata davanti all’entrata dei sotterranei, sede altre che dell’aula di pozioni, anche delle stanze di Severus; decise di tornare indietro e avviasi verso la torre dei grifondoro, ma la porta alle sue spalle scricchiolò e la strega si trovò davanti severus snape.
… Allora non era venuto via da tavola per incontrarsi in gran segreto con Lupin! …
- Minerva – Esordì Severus sorpreso – Cosa ci fai da queste parti? –
La donna lo fissò per qualche istante, indecisa sul parlargli o meno riguardo a cio che aveva udito il pomeriggio prima dalla bocca di Lupin.
- Scusa Severus, non volevo disturbarti … sono capitata qui per caso –
- Nessun disturbo – Replicò lui con un mezzo sorriso – Piuttosto … so che oggi ti sei sentita male, che ti è accaduto? –
La donna si sentì cedere sotto al peso delle gambe; se quel benedetto ragazzo avesse saputo il motivo del suo malore! Anzi, doveva dirglielo, doveva assolutamente parlargliene o sarebbe scoppiata!
- Tutto bene ora – Tagliò corto lei – … piuttosto, non è che avresti un minuto da dedicarmi? – Chiese in fretta.
- Anche due – Rispose lui col consueto sorriso triste – Entra pure –
E con il cuore in gola, la donna entrò nel vasto salone da cui partiva il lungo corridoio che conduceva alle classi, ai laboratori di pozioni e agli appartamenti di Snape.
***************************************************************
Remus, subito dopo cena, si era immediatamente andato a rinchiudere nella sua stanza, trovando il suo piccolo amico ad aspettarlo impaziente proprio davanti alla ciotola del cibo. Con tutto quello che era successo durante il giorno aveva completamente dimenticato che anche per il povero smorfiotto era ora di cibarsi.
**FINE**

Nessun commento:
Posta un commento