martedì 20 maggio 2008

La Pasqua dei Malintesi

Titolo: La Pasqua dei Malintesi
Autore: Swan
Pairing: SiriusRemus (HARRY POTTER)
Rating: PG-13
Erano oramai le undici di sera quando Remus Lupin smise di correggere alcuni compiti in classe e decise di coricarsi.La finestra che troneggiava sopra alla sua scrivania offriva un meraviglioso spettacolo: la luna si rispecchiava nel lago sottostante creando infiniti giochi di luce e colore, ma il mago era troppo preso dai suoi pensieri per potersene accorgere. Sospirò con aria rassegnata e si prese il mento tra le mani, appoggiando i gomiti al ripiano della scrivania, completamente sommersa di fogli scritti disposti disordinatamente; il professore non era mai stato un cultore dell’ordine.Oltretutto solo poche ore prima aveva ricevuto una visita decisamente inaspettata …- Accidenti a me … - Si disse solo vagamente indispettito mentre gettava un rapido sguardo sul suo letto, posto nel centro della stanza; qualcosa o qualcuno si mosse tra le lenzuola celesti, facendo sospirare( per l’ennesima volta in quel giorno ) il professore di difesa alle arti oscure.- Dormi bello, dormi … - Disse l’uomo, portando il suo pensiero inevitabilmente alla sera prima, quando il suo amico Hagrid lo aveva invitato a Hogsmeade per bere qualcosa.
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La sera prima …
- Congratulazione Remus!!! – Aveva gridato Hagrid col suo solito vocione – Sono davvero contento che ci sei tu per fare l’insegnante quest’anno … ROSMERTAAA!!!!! … vieni carissima porta altro rum che io e il mio amico qua dobbiamo festeggiare! –
Madama Rosmerta arrivò con due bottiglie intere in mano e posò al tavolo occupato dai due uomini cercando di fare il più in fretta possibile, non riuscendo però a evitare una sonora palpata di sedere da parte di un Hagrid decisamente più alticcio ed entusiasta del solito.
- Ma Hagrid, emh … guarda che sono mesi ormai che insegno qui a Hogwarts … tra due tre giorni è Pasqua! – Disse Remus cercando di nascondersi dietro al corpo massiccio del mezzo gigante mentre tutti gli altri clienti del pub si giravano a guardarli bisbigliando tra loro.
- Ah si? – Disse l’altro con enfasi dandogli una pacca sulla schiena che mandò il povero Lupin a baciare il ripiano del bancone al quale erano entrambi seduti. - … Allora festeggiamo la Pasqua!!! Bevi! Bevi!!!! Oggi dobbiamo proprio ubriacarci!!! –
E riempito il bicchiere del professore quasi fino all’orlo, glelo porse
- Allora che farai per le vacanze, la maggior parte dei ragazzi è tornata a casa, non dirmi che resterai a scuola? – Continuò poi il guardiacaccia.
- Umh … si resterò qui, tanto poi è solo questione di una decina di giorni; inoltre sinceramente non avrei il denaro per andarmene in vacanza da qualche parte . –
- Bene, bene … bevi allora! – Replicò l’altro notando il bicchiere ormai vuoto del professore - … Sei sicuro che resti? Non andrai neanche a trovare qualche parente? –
- No, non ho più parenti … - Disse Lupin trangugiando la bevanda infuocata.
- Bene, bene … -
- Come bene? – Fece Lupin osservandolo con sospetto.
- Emh … volevo dire: BENE! Allora beviamoci su! –
- Si ma … quanto ci costeranno tutte queste bottiglie? –
- Tranquillo Remus, stasera offro io … sei sicuro che non devi fare proprio nessun viaggetto? Non c’è nessuno che potrebbe invitarti da qualche parte? –
- No, proprio nessuno! – Disse piano il giovane mago - … e poi ho delle lezioni da preparare! –
- BRAVO! – Replicò il mezzogigante parcheggiandogli un’altra devastante pacca sulla schiena che fece arrivare nella gola del mago dai capelli ramati stomaco, duodeno e parte della milza …
Anche se agonizzante sul tavolo Lupin riuscì a indirizzare all’altro uno sguardo inequivocabilmente sospetto.
- E’ bello vedere uno che è così attaccato al suo lavoro … bevi bevi … -
Il professore sentiva che c’era qualcosa sotto, ma non riuscendo proprio a immaginarsi che cosa, si lasciò convincere dall’amico a bere più del solito … tanto pagava lui!
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Lupin si stiracchiò, si alzò dalla sedia per chiudere la finestra: l’aria della notte si satava facendo un po’ troppo fredda e quello non era decisamente il momento più indicato per buscarsi un raffreddore.Nello stesso istante, la cosa nel letto parve muoversi di nuovo tra le lenzuola …
* Accidenti ad Hagrid … *
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- Cosa? … - Disse Lupin esterrefatto alzandosi dal proprio letto, sul quale erano seduti lui e Hagrid – uno smorfietto? Ma di che stai parlando? –
- Non sai cosa sono gli smorfietti? – Chiese Hagrid sorpreso – Sono delle piccole creature che … -
- Non intendevo dire questo – Replicò il professore con un gesto d’impazienza della mano – so benissimo COSA sono gli smorfietti … mi chiedevo piuttosto quando ti avrei promesso di prendermene cura in tua assenza! –
- Ma come? Me l’hai detto giusto ieri sera, non dirmi che te ne sei scordato? –
- Non mi ricordo di averti promesso niente! –
- L’hai detto invece … e hai aggiunto che non avrei avuto di che preoccuparmi,… che finchè non tornavo da mio cugino Igor avresti pensato a tutto tu! –
Lupin sbuffò, ora i fatti della sera prima si stavano facendo decisamente più chiari.
- Adesso capisco perché mi hai fatto ubriacare! … Sei davvero un furbone! –
- Eddai Remus, ogni promessa è debito! –
- Hagrid… non posso tenere un animale di quel genere nella scuola, il regolamento … -
- E tu lasceresti una povera bestiolina tutta sola per seguire uno sciocco regolamento? … Mi deludi Remus! –
Tanto disse e tanto fece che alla fine Remus si convinse … avrebbe tenuto con se lo smorfiotto, a patto che non fosse uscito dalla sua camera, onde evitare ogni sorta di guaio.
- Allora, mi fai vedere questo animaletto? – Chiese con aria rassegnata.
Il guardiacaccia ridacchiò e prese la cesta che aveva appoggiato in un angolo della stanza: ne estrasse un candido batuffolo peloso dall’aria apparentemente innocua.
Il piccolo essere fece le fusa non appena Hagrid lo accarezzò sulla testolina, coperta di soffice pelo candido. L’animale era grande più o meno quanto una mela e della stessa, identica forma , inoltre era completamente sprovvisto di zampe anteriori; gli smorfiotti in genere saltellavano con l’ausilio di quelle posteriori, che erano solide robuste e altrettanto pelose.
* Bhe, questo per lo meno è caruccio * pensò Remus tra se e se, inoltre anche se gli smorfiotti non erano contemplati tra gli animali che potevano frequentare la scuola, non erano tutto sommato pericolosi … si, magari a volte potevano essere un po’ dispettosi, ma in ogni caso una settimana passava in fretta; era sopravvissuto a ben altre disgrazie in fin dei conti…
- E’ carino … - Disse il professore avvicinandosi e accarezzando la bestiola nel modo in cui lo stava facendo Hagrid
- Si, vero? – Fece il mezzogigante tutto orgoglioso – Però ti do un consiglio, non toccargli mai la coda … quando qualcuno lo fa si irrita … e … ehm … si irrita molto. –
Lupin bloccò la mano con cui stava toccando l’animale, che lo guardò ed emise una specie di miagolio.
- Non avevo mai saputo di questa cosa – Disse guardando con sospetto l’amico di fronte a lui - Senza contare che non avevo mai sentito parlare di uno smorfiotto con la coda … -
- Bhe sai, in realtà lui è un incrocio tra due razze di smorfiotti, uno della nuova guinea e uno della Giamaica … credo … -
Remus rabbrividì preferendo non pensare al complesso codice genetico della bestiola, mentre Hagrid grattandole energicamente il capo disse
- Dai Sevvy, saluta il tuo amico Remus -
La bestola miagolò ancora in direzione del professore che si sentì cedere le gambe
- Come hai detto che si chiama? – chiese sperando di avere capito male
- Si chiama Severus, eh eh eh ma in famigliarmente lo chiamo Sevvy! – Rispose l’altro con un sorriso.
Lupin deglutì … sentiva che questo gli avrebbe portato dei guai …
- Ma che razza di nome gli hai dato? – Disse stupito – Non mi sembra adatto a quel batuffolo di peli ! –
- In realtà non gliel’ho dato io, l’ho vinto alle carte al bar e gli avevano gia dato il nome! … Lui ti ubbidisce solo se lo chiami così! –
Remus pensò che avrebbe parlato can il ministero della magia per far diventare fuori legge il gioco alle carte ….
- Va bene, ve bene, terrò Severus con me – Disse rabbrividendo nel sentire la sua voce pronunciare lo stesso nome che portava anche l’arcigno professore di pozioni – ma solo per una settimana, capito? SETTE GIORNI e non di più! –
Il suo tono non ammetteva repliche e Hagrid se ne andò pensando che era meglio non chiedere a Remus di tenergli anche la sua nuova pianta gigante carnivora …
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Remus si sedette sul letto e cominciò a togliersi le scarpe
- In che situazione mi sono cacciato! – Disse ad alta voce mentre lo smorfiotto usciva dalle lenzuola e si accoccolava sul suo grembo.
Il professore rimase per qualche attimo a guardare la fragile creatura …
- Certo che sei proprio carino … - Sorrise - … Severus! –
L’animale fece le fusa e sbadigliò con aria assonnata; aveva avuto doppia razione di cibo e quel tipo con cui l’aveva lasciato il suo padrone, era decisamente gradevole.Si addormentarono tutti e due e la stanza sprofondò nel silenzio.
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Un raggio di sole primaverile filtrò dalle imposte ancora chiuse della camera di Remus Lupin, soffermandosi proprio sulle sue ciglia chiuse. Il professore si stiracchiò rigirandosi nel letto, disturbato da quel fascio di luce improvviso e guardando con aria annoiata la sveglia sul comodino: le otto e mezza.
Il mago decise di rimanere ancora per qualche attimo infagottato nelle coperte; le lezioni ormai erano sospese e gran parte degli studenti e dei professori era andata a passare le vacanze altrove: un’ottima occasione per rimanere a poltrire a letto un po’ più del solito.
Allungò un braccio verso l’angolo del letto dove lo smorfiotto si era rannicchiato la notte prima e sentendo che l’animale non c’era più, con uno sbadiglio di sollevò dalle coperte; forse si era svegliato e aveva fame, meglio dare un’occhiata prima che la bestiola potesse combinare qualche guaio…
Severus Snape si era alzato come al solito di buon mattino, per primo si era recato a far colazione nel grande salone della scuola, si era recato a Hogsmeade per acquistare nuovi in gradienti per le pozioni e ora stava tornando nei sotterranei nel castello.
Le sue giornate si svolgevano con puntuale regolarità da quando aveva cominciato a insegnare a Hogwarts, sveglia presto, colazione frugale, lezioni e alla sera, dopo cena era solito rinchiudersi nella sua stanza per correggere i compiti dei suoi deludenti allievi e andare a letto presto. Albus gli diceva sempre che era ancora giovane e avrebbe potuto svagarsi un po’,ma a lui andava bene così. Ricordava bene la discussione che aveva avuto con il preside soltanto il giorno prima: Dumbledore era entrato nel suo laboratorio con un’aria molto preoccupata: la scusa era quella di fargli firmare delle scartoffie, ma in breve andò al dunque:
- Severus, perché non te ne vai da qualche parte per le vacanze? Ti farebbe bene prendere un po’ d’aria di tanto in tanto … -
- No preside, penso che rimarrò ad Hogwarts … -
- Ma Severus … -
- La prego, ho gia deciso –
E il discorso era stato troncato lì, come ogni volta che Dumbledore cercava di dargli qualche consiglio sulla sua vita privata.
Gli dispiaceva che fosse tanto in ansia per lui: Severus sapeva che il preside lo diceva per il suo bene, ma non sopportava quando il suo ex professore cercava di fargli da padre … neanche avesse avuto sedici anni!
Poi, data l’assenza temporanea degli allievi, avrebbe potuto dedicarsi allo studio di nuove pozioni: da sempre la sua più grande passione; un motivo in più per restare … se ne sarebbe stato nel suo sotterraneo a trafficare con i suoi miscugli senza rompiscatole tra i piedi!
Mentre era perso nei suoi pensieri, il professore sentì una voce familiare rimbombare per le scale.
- Severus!!! Severus dove sei!!!???? –
Il professore si bloccò sul posto …* Lupin!!??? No, non poteva essere, aveva capito male … Lupin che lo chiamava tsk! Figurarsi *
Riprese a scendere
- Severus!!! Severus dove ti sei cacciato? –
Acc … era proprio Lupin, e a quanto pare stava chiamando davvero lui!
Fece di corsa la rampa di scale e percorse in fretta il corridoio fino alla camera di Lupin, chiedendosi se avesse dovuto bussare oppure no.
- Severus! Non nasconderti, vieni qui sciocco! –
Sciocco!!??? A LUI!!!!??? Il professore di pozioni bussò energicamente alla porta decisamente indispettito. Si sentì una grande confusione, un rumore sordo… come di una palla che rimbalzava sul pavimento e poi un tonfo: probabilmente Lupin si era gettato per afferrarla.
Gli aprì la porta un Remus decisamente agitato e con un insolito largo sorriso da un orecchio all’altro.
- Seeeveruuusss … ma che … emh … piacere vederti!!! –
Snape lo osservò da capo a piedi con aria fosca
- Sentiamo … chi è che sarebbe scemo? –
A Remus cadde la mascella …
- E poi io non mi sto affatto nascondendo da nessuno … che stupidaggini ti inventi? –
* Una scusa!!! Una scusa!!! * pensava intanto Remus preso dal panico.
- Che dici Severus? Ti sbagli, io non ti ho affatto chiamato! –
Negare era la soluzione migliore!
Snape assunse un’aria sorpresa
- Come sarebbe a dire? Ti ho sentito chiaramente, sono certo che era la tua voce! –
- Ti giuro che io non ho chiamato affatto te! - … Bhe in effetti non era una bugia …
- E allora la voce che ho sentito? –
- Dai, sarà stato Pix, lo sai che si diverte a imitare la gente! –
Il professore di pozioni assunse un’aria sospettosa e si guardò intorno
- Non mi è sembrato di vederlo in giro! –
- Ehm … è bravissimo a nascondersi eh eh eh sai come si dice … toccata e fuga eh eh eh –
ma l’altro non rise affatto e se ne andò con fare circospetto senza aggiungere una parola, scoccando un’occhiataccia all’altro mago fermo sulla porta.
Remus rimase per un attimo a fissarlo mentre se ne andava e si richiuse la porta alle spalle:
- Però … simpatico come sempre! – Disse sorridendo e guardando lo smorfiotto che legato e imbavagliato cercava di liberarsi.
Remus ridacchiò …
- Eh eh scusa amico, ma non potevo permettere che fossi visto, soprattutto dal tuo acido omonimo! – E liberato con un gesto della bacchetta il piccolo essere dalle corde, rimase a guardarlo mentre quello, indispettito, gli lanciava pernacchie sputando saliva ovunque.
- Eh eh, dimenticavo che sei una smorfiotto – Replicò il mago prendendo tra le mani l’animale che continuava a sputacchiare – dai, adesso stai buono che ti do da mangiare! –
*
Il professor Dumbledore si avvicinò alla stanza dell’insegnante di difesa alle arti oscure, voleva sapere qualcosa a proposito degli effetti della pozione anti licantropia che Severus preparava a Lupin per evitare la trasformazione di quest’ultimo in un terribile lupo mannaro… A proposito di Severus … l’aveva visto uscire di prima mattina e non l’aveva più visto in giro, sicuramente si era di nuovo chiuso nel suo laboratorio a studiare! ... Benedetto ragazzo! Avrebbe dovuto trovarsi degli amici!!! Altro che starsene solo tutto il giorno!Arrivato innanzi alla porta, il preside fece per bussare, ma …
- Severus, dai ti prego, smettila di leccarmi –
Dumbledore in principio non volle credere a quanto aveva sentito, ma poi sentì uno starnuto e la voce di Lupin continuò …
- …Stanotte mentre dormivamo hai tirato verso di te le coperte e mi hai scoperto completamente … devo essermi buscato un malanno! –
Dumbledore arrossì … * MENTRE DORMIVAMOOO??? * voleva dire che quei due avevano passato la notte insieme!?! Con il cuore in gola il preside avvicinò l’oreccho alla parta per sentire meglio
- Severus …va bene dai, fammi vedere in che altro modo sai usare la bocca! –
Il preside divenne color porpora … forse era maglio allontanarsi! Se ne andò fischiettando: ecco perché Severus aveva deciso di rimanere e aveva rifiutato le ferie! Eh! Eh! E lui che era tanto preoccupato … decise di non prendersela per il fatto che il professore di pozioni non gli avesse parlato della sua relazione con Remus Lupin, forse pensava che lui fosse contrario all’amore gay? In ogni caso l’importante era che Severus avesse trovato qualcuno da amare! Maschio o femmina non importava, bastava che fossero entrambi felici!
Dentro la sua stanza Remus disse con pazienza:
- Severus … va bene dai, fammi vedere in che altro modo sai usare la bocca! –
E lo smorfiotto non se lo fece ripetere due volte; la bestiola Continuò a fare spugni e smorfie all’insegnante finchè questi non gli riempì il piattino di cibo.
Remus si sedette sul letto a guardarlo, per fortuna che con Severus se l’era cavata!!! L’importante era che nessuno si accorgesse della presenza dello smorfiotto e cosa della massima importanza, che l’animale non fosse mai uscito dalla stanza!
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Erano passati gia quattro giorni da quando quel pazzo di Hagrid aveva dato in affidamento il piccolo Severus al professore di difesa alle arti oscure. Quest’ultimo appariva molto più entusiasta, dalla prima volta che il simpatico batuffolo di pelo gli era stato presentato … sotto il nome del suo collega meno simpatico per giunta, ma si sa, non si può avere tutto dalla vita e anzi, il professore pensava che se quel ghiacciolo di Snape avesse avuto una bestiolina così simpatica di cui prendersi cura, avrebbe sicuramente avuto modo di migliorare il suo carattere, diventando sicuramente meno acido e più di compagnia.
Quella mattina Lupin era seduto alla scrivania, intento a correggere delle relazioni dei suoi allievi, ma l’aria frizzante fuori dalla finestra e il tiepido sole primaverile erano una tentazione impossibile da ignorare: era una giornata da andarsene a passeggio per il lago, non era di sicuro fatta per starsene chiusi nel castello a lavorare!Il lupo mannaro si volse verso lo smorfiotto che saltellava per tutta la stanza, divertendosi a gettare in terra tutto cio che incontrava e facendo linguacce al suo temporaneo padrone.
- Che ne dici Sevvy, perché non ce ne andiamo a fare una passeggiata intorno al lago? –
Il singolare animale fece una capriola ed emise il suo strano verso simile a un miagolio per esprimere la sua contentezza: erano quattro giorni che viveva chiuso dentro la stanza di Lupin e aveva decisamente voglia di saltellare su una bella distesa d’erba, dato che nella stanza aveva già demolito cio che c’era da demolire.
- Ok, allora è deciso, oggi si fa vacanza! – Sentenziò poi il professore con un sorriso alzandosi dalla scrivania e afferrando tra le mani lo smorfiotto - … Ma tu dovrai comportarti bene capito? Soprattutto nel tragitto che va dalla mia stanza al parco della scuola te ne starai fermo e buono sotto al mio mantello?Ci siamo intesi bene? –
L’animale miagolò felice e fece le fusa contro la mano del lupo mannaro leccandola con la lingua rosea e decisamente grande in confronto alle dimensioni del resto del corpo.
- Ah ah ah sei davvero tenero Severus - Disse Lupin allegramente; doveva ammettere che si era davvero affezionato a quell’insolita bestiola, era l’unica che gli avesse dimostrato un po’ d’affetto dopo tanto, tanto tempo – … Mi dispiacerà quando dovrò restituirti al tuo padrone! –
Detto questo il professore prese il leggero mantello appeso sull’appendiabiti e dopo avere nascosto nella maniera migliore possibile lo smorfiotto, si apprestò ad uscire dalla sua stanza.
L’interno del castello era davvero paragonabile a un labirinto: corridoi su corridoi che si incrociavano tra loro, in un intrico di passaggi sconosciuti, stanze mai viste e scale che cambiavano posizione. Era una bella fortuna essere stato uno dei Marauders all’epoca del liceo: conosceva forse ogni antro di quell’imponente edificio e sapeva muoversi con grande destrezza; … pensare che alcuni dei professori ancora si perdevano, mentre andavano a far lezione!!!
Era quasi arrivato all’ingesso principale quando incrociò l’alta figura del preside Dubledore, seduta davanti a un quadro a grandezza naturale di un personaggio abbigliato secondo la moda medievale.
- AH! Il nostro professore di difesa alle arti oscure!!! – Disse l’anziano mago non appena lo vide, mentre il gentiluomo all’interno del quadro lo squadrava con un’aria strana, quasi divertita.
- Preside! – Esclamò Lupin, stringendo forte contro di sé lo smorfiotto, che si mosse piano sotto al suo mantello. Maledizione! non poteva fermarsi a chiacchierare, avrebbero scoperto la presenza di Severus!!!
- Perché non ti unisci a noi, stiamo facendo una partita a briscola …ti piace giocare a briscola, vero? … –
Lupin gettò un’occhiata piena di panico alle due figure di fronte a lui e al tavolo da gioco che era stato allestito di fronte al quadro.
- Venga professore, venga!!! – Incalzò l’uomo dentro al quadro – Chissà come si starà annoiando tutto solo in una giornata come questa! –
- Emh … veramente io … -
- Suvvia suvvia mio caro Remus!!! Vieni con noi!!! – Incalzò Dumbledore alzandosi dalla seggiola e avvicinandosi al lupo mannaro.
* Ma porc … *
- No preside davvero, ho … ehm … un impegno irrinunciabile, mi piacerebbe molto ma … -
- Remus!!! Basta con gli impegni e il lavoro!!! Siamo in vacanza, rilassati un po’! – Replicò Dumbledore sorridendo e afferrando Lupin per un braccio, ma … al piccolo smorfiotto improvvisamente mancò l’aria, costringendo il povero animale stipato sotto al mantello del professore a muoversi in cerca d’aria … proprio tra le gambe del povero Lupin.
- AHU … - Remus cercò di soffocare il grido, diventando bordeaux in viso …
- Remus! … Che ti pre … - Ma le parole gli morirono in gola, quando il preside vide spuntare sotto al mantello del professore, in una posizione decisamente strategica e inconfondibile … uno strano rigonfiamento. Improvvisamente il precedente rifiuto di Lupin gli parve decisamente chiaro:
- Eh eh eh beh … bene, capisco … - Disse con uno straordinario sorriso - … Beh, divertitevi allora … - aggiunse facendo l’occhiolino a un sempre più stupefatto Lupin, che comunque non perse l’occasione di girare sui tacchi ed andarsene di gran carriera, dopo avere biascicato un saluto al preside sempre più rosso e gasato e al ritratto del gentiluomo.
Quando Lupin fu lontano il preside tornò a sedere e sempre sghignazzando, riprese la partita a carte che aveva interrotto.
- Cosa ridi Albus ? – Fece il suo avversario, curioso.
- Eh eh eh … - Fece Dumbledore con aria estremamente soddisfatta – sai, è che il professor Lupin mi ha tolto una grande preoccupazione! –
- Posso sapere quale? –
Il preside si fregò le mani e dopo avere fatto apparire due calici e una bottiglia di ottimo vino, ne versò per se e per il gentiluomo.
- Bevi amico mio – Disse alzando in aria il bicchiere – Brindiamo alla gioventù e all’amore –
L’uomo del quadro non insistette, sapeva che Dumbledore non era un pettegolo e non gli avrebbe mai parlato degli interessi di qualcun altro, specie se questo qualcuno gli stava a cuore, così si rassegnò a brindare con l’amico e a finire la loro partita.
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Remus uscì quasi di corsa dal castello e si avviò di volata verso il lago ripensando alla faccia del preside.
* Che figura!!! * Pensava con aria abbattuta, non avrebbe mai più avuto il coraggio di guardare in faccia il preside!!! Di sicuro aveva pensato che doveva vedersi con qualcuno per combinare chissà che cosa … doveva considerarlo una specie di pervertito!!!
Quando fu arrivato a un piccolo spiazzo in riva, circondato da grossi alberi, si fermò e si guardò intorno …
Nessuno ….
Si sedette dunque sull’erba e estrasse finalmente da sotto il mantello il povero smorfiotto mezzo soffocato e ansante per il caldo. Inizialmente la bestiola prese a fargli sgugni e boccacce come al solito, che stavano per:
* PER POCO NON MI ASFISSIAVO LA’ SOTTO, STRONZO!!! *
Ma il vedersi finalmente all’aria aperta, dopo tutti quei giorni rinchiuso al castello, fece dimenticare allo smorfiotto che era offeso e l’animaletto cominciò a saltellare e a ruzzolare per tutto lo spiazzo d’erba.Remus lo osservò sorridendo:
- Se sapessi la figura che mi hai fatto fare!!!... Ma proprio la sotto dovevi andare a finire? – Disse ripensando alla scena con il preside.
Il piccolo Severus per tutta risposta gli fece il muso e si tuffò in acqua spruzzandolo da capo a piedi con le sue forti zampe posteriori.
- Maledizione!!! – Gridò Remus completamente fradicio scappando il più lontano possibile dalla riva.
Il licantropo si stese sull’erba in un punto dove il sole filtrava tra gli alberi, si sarebbe asciugato il vestito e magari avrebbe anche preso un po’ di sole.
- Non ti allontanare!!! – Gridò allo smorfiotto che nuotava felice nel lago e quello per tutta risposta gli rivolse un’altra delle sue ormai famose pernacchie
- Beh, in qualcosa si assomigliano – Disse Lupin ridacchiando pensando all’altro Severus, quello formato ghiacciolo ambulante. – Quando ci si mettono sanno essere davvero dispettosi! –
Poi il professore estrasse dalla tasca il libro che si era portato e si calò nella lettura.
*
Lupin, con il suo amico smorfiotto sotto al mantello, rientrò dalla breve gita nel tardo pomeriggio e dopo avere portato l’animale in camera sua, andò in biblioteca a cercare un libro sugli avvicini, che sarebbero stati presto oggetto di una sua lezione.
Mentre era assorto nella ricerca, sentì qualcuno aprire la porta e la voce del custode Gazza dire:
Remus alzò il naso dal libro che stava leggendo e rispose al custode
- Si ci sono, ha bisogno di me? –
- C’è Hagrid per lei a quella macchinetta infernale dei babbani … com’è che si chiama? … relefono? felefono? –
- Si dice telefono Gazza … arrivo subito – Rispose Remus ridacchiando sotto i baffi mentre sentiva Gazza urlare nella cornetta: “ HA DETTO IL PROFESSORE CHE ARRIVVAAAA!!!!! “
Quando Hagrid andava da quel suo cugino che stava in territorio babbano, adorava usare il telefono: lo trovava un oggetto esotico e quando tornava se ne vantava con tutti al pub! Purtroppo non era un oggetto di uso comune nel mondo dei maghi e pochi ne avevano uno, a scuola lo possedevano per informare le famiglie dei ragazzi di origine babbana, che non avevano dimestichezza con la posta via gufo, delle comunicazioni della scuola … Gazza impazziva sempre quando era costretto ad usarlo!!!
Lupin prese la cornetta che gli porse Gazza e si allontanò dal custode per poter parlare tranquillamente, rientrando nella biblioteca.
- Ciao Hagrid, si tutto bene … -
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In quel momento Dumbledore e la Mc Grannith stavano verificando l’efficacia di tutte le barriere magiche di sicurezza che avevano instaurato per proteggere la scuola da Sirius Black
- Signor preside, la biblioteca è gia stata controllata? –
- Tutto è gia stato passato al setaccio Minerva, ma un’occhiata in più ogni tanto non guasta! – Replicò il preside aprendo la porta della grande biblioteca.
Improvvisamente una voce ben nota giunse alle loro orecchie:
- Si certo, anche Severus sta bene! –
Dumbledore e la Mc Grannith si guardarono stupiti e si misero in ascolto …
- Ormai dormiamo insieme tutte le notti … -
Il preside ridacchiò sommessamente e guardò la strega diventare di un malsano color violaceo.
- Si, scivola sotto le mie lenzuola …e si accoccola contro di me
- !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! – Mc Grannith
- …………….. – Dumbledore
- E poi … ma quanto ce l’ha grande!!! –
La Mc Grannith non resse a quest’ultima scandalosa affermazione e svenne , prontamente recuperata da Dumbledore che la trascinò verso l’infermieria per rianimarla.
- … Si, non sapevo che la lingua degli smorfiotti fosse così grande rispetto al corpo – Specificò Lupin al telefono – Bhe, ora ti saluto, ormai sarà ora di cena …. Si …. Si ….. ciao !!! –
E ignaro di tutto, il professore di difesa si recò verso la sala da pranzo.
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Quella sera, a cena, il professore di difesa alle arti oscure si sentì estremamente a disagio, anche se non avrebbe saputo esplicitarne propriamente il motivo; forse era a causa del fatto che il preside continuava a lanciargli occhiate soddisfatte facendogli di tanto in tanto l’occhiolino, con una stranissima aria complice … o forse era per il fatto che la Mac Grannith si era presentata soltanto a metà del pasto, con attaccato al naso qualcosa che somigliava in maniera inquietante a una specie di sondino per l’ossigeno terapia, ma il peggio era che la strega non gli aveva tolto gli occhi stralunati di dosso per tutto il tempo che il povero Remus era rimasto nella sala mensa.
Fortemente disorientato dal comportamento del preside e della professoressa, il povero Remus si alzò da tavola prima del dolce, incurante delle straordinarie torte alla crema che apparivano per magia sulle tavole riccamente imbandite e decorate, allontanandosi definitivamente dalla sala.
Dumbledore, osservò sorridendo la figura del lupo mannaro, sparire dietro il portone e fece scivolare lo sguardo su Severus Snape, che terminato il pasto, si apprestava medesimamente ad alzarsi… Se non avesse saputo i retroscena tra Lui e Lupin, sicuramente non avrebbe dato peso alla cosa: Severus era una persona schiva, e stare in mezzo a tutta quella gente più del necessario, a detta sua, gli faceva venire il mal di testa, …senza contare che detestava i dolciumi.
Ma ora … ora le sue motivazioni dovevano essere indubbiamente altre, almeno secondo il punto di vista del preside.
Il preside sorrise … Accidenti, non aspettavano neppure la fine del pasto per incontrarsi in segreto … quei due ragazzi dovevano amarsi davvero molto! ( Dumby è un romanticone … nda ). E mentre era preso da questi pensieri, si riempì per la terza volta il piatto, di torta alla crema … lanciando un’occhiata di sbieco alla Mac Grannith, che da quando Remus era uscito dalla stanza, non faceva altro che fissare il punto da dove il professore era sparito, senza risparmiare alcuni memorabili sguardi all’amico e collega Albus Dumbledore.
- Suvvia Minerva! – Disse il preside con fare allegro - Non vedo che cosa ci sia da rimanerci così male… -
La strega, alle parole del potente mago, parve uscire dal suo apatico torpore almeno quanto bastava per articolare un qualcosa di intellegibile.
- Albus, non scherzare! – Replicò con decisione – Io non posso credere a questa storia, è troppo assurda! –
- Ma cosa c’è di assurdo? – Incalzò il preside – Se i ragazzi si amano non ci trovo nulla di male! Eravamo entrambi preoccupati per il fatto che severus, dopo la terribile esperienza con i death eaters, non fosse più riuscito a rifarsi una vita sentimentale! … E ora tu ti lamenti! –
La donna si scaldò ulteriormente
- Conosco profondamente Severus Snape da anni e sono pronta a giurare che non ha CERTE tendenze! … Non farebbe mai sconcerie di quel genere tra le mura di questo castello!!! – Aggiunse, riassumendo una pericolosa tinta cutanea tendente alla cianosi, risistemandosi alla megli il sondino con l’ossigeno … il colpo era stato troppo duro …il pensiero che sotto lo stesso tetto dove abitava anche lei, due uomini potessero fare… certe porcherie …era inconcepibile, SCONVOLGENTE! Le sue idee bigotte, da vecchia zitella inacidita non potevano tollerare cose di questo genere e Dumbledore afferrò al volo questa innegabile realtà.
- Ah Minerva! – Disse sospirando – A te vorrebbe ogni tanto un bello SFILATINO come si deve, sei troppo tesa amica mia, rilassati! –
La donna diventò color porpora
- Ma di che stai parlando Albus? – Replicò, indecisa se sentirsi offesa o divertita dall’affermazione del suo vecchio amico.
- Eddai Minnuccia mia, sta parlando di un bel … emh … determinante anatomico maschile nella tua entrata femminile! Lo so che ultimamente hai qualche problemuccio in campo sessuale! –
La donna arrossì:
- Questi mio caro non sono affari tuoi! – Affermò irritata, abbandonando la sala dove ancora alcuni professori e studenti stavano finendo il pasto.
Minerva Mac Grannith percorse di gran carriera i corridoi sconfinati di Hogwarts, con visibile apprensione. Maledizione!!! Come aveva fatto Albus a venire a conoscenza dei problemi di eiaculazione precoce di gazza? Si vedeva così tanto che ultimamente non era soddisfatta al meglio?!? Non voleva sembrare una vecchia zitella inacidita come la maggior parte delle sue colleghe!!! ( lo sembra già, ma non glelo dite, nda ) … Appena avrebbe trovato coraggio, avrebbe chiesto a Severus qualche pozione per risolvere il problema suo e del suo compagno!
Comunque, stando alla situazione attuale, c’era un problema ben più gravoso da risolvere … Severus e Lupin.Ma come fare? Come affrontare la questione? Come evitare lo scandalo? … Due professori maschi insieme … brrrr ….
Mentre rimuginava sulle possibili soluzioni, la donna non si accorse di essere arrivata davanti all’entrata dei sotterranei, sede altre che dell’aula di pozioni, anche delle stanze di Severus; decise di tornare indietro e avviasi verso la torre dei grifondoro, ma la porta alle sue spalle scricchiolò e la strega si trovò davanti severus snape.
… Allora non era venuto via da tavola per incontrarsi in gran segreto con Lupin! …
- Minerva – Esordì Severus sorpreso – Cosa ci fai da queste parti? –
La donna lo fissò per qualche istante, indecisa sul parlargli o meno riguardo a cio che aveva udito il pomeriggio prima dalla bocca di Lupin.
- Scusa Severus, non volevo disturbarti … sono capitata qui per caso –
- Nessun disturbo – Replicò lui con un mezzo sorriso – Piuttosto … so che oggi ti sei sentita male, che ti è accaduto? –
La donna si sentì cedere sotto al peso delle gambe; se quel benedetto ragazzo avesse saputo il motivo del suo malore! Anzi, doveva dirglielo, doveva assolutamente parlargliene o sarebbe scoppiata!
- Tutto bene ora – Tagliò corto lei – … piuttosto, non è che avresti un minuto da dedicarmi? – Chiese in fretta.
- Anche due – Rispose lui col consueto sorriso triste – Entra pure –
E con il cuore in gola, la donna entrò nel vasto salone da cui partiva il lungo corridoio che conduceva alle classi, ai laboratori di pozioni e agli appartamenti di Snape.
***************************************************************
Remus, subito dopo cena, si era immediatamente andato a rinchiudere nella sua stanza, trovando il suo piccolo amico ad aspettarlo impaziente proprio davanti alla ciotola del cibo. Con tutto quello che era successo durante il giorno aveva completamente dimenticato che anche per il povero smorfiotto era ora di cibarsi.
**FINE**

domenica 18 maggio 2008

Shige-ai (o Cinque Motivi per cui Koyama Pensa che Shige Abbia Bisogno di Andare a Letto con Qualcuno)

Titolo: Shige-ai (o Cinque Motivi per cui Koyama Pensa che Shige Abbia Bisogno di Andare a Letto con Qualcuno)
Autore:
agirlcalledkil
Traduttore: VisualPrincess
Pairing: Koyato (NEWS)
Rating: PG-13


Koyama Keiichiro non è un ragazzo che complotta le cose. E anche se lo fosse, non è capace di mantenere un segreto neanche se ne dipende la sua vita, quindi qualsiasi tentativo di complottare qualcosa verrebbe scoperto prima ancora di essere completo.
Inoltre, con Shige, è meglio usare un approccio diretto, accompagnato da una quantità stupefacente di logica. Shige si fa manipolare di più se gli viene detto tutto in maniera logica, preferibilmente con una lista a colori di pro e contro come referenza durante un discorso logorroico che non lasci nessun dubbio nella sua mente del fatto che il destino del mondo dipende dal suo essere daccordo.
E poichè Koyama era uno che con la sua parlantina poteva convincere anche un muro a sopostarsi, non aveva nessun dubbio che Shige sarebbe caduto nella sua trappola, pensando che fosse tutta una sua idea. Quello era, dopotutto, l'unico modo con cui avrebbe potuto funzionare.
Shige lo avrebbe ringraziato dopo.
.1 resistenza (o la mancanza di questa)
La prima occasione di Koyama arriva alle loro prossime prove, dove ci vogliono cinque tentativi perchè Shige riesca a tenere una nota per più di due secondi, e anche dopo la sua riuscita è una nota tremante e completamente stonata.
"Se continui così, canterai in playback per sempre," lo rimprovera Ryo, girando la testa all'indietro per guardare Shige. "Raccontami di nuovo come hai fatto a passare l'audizione se non sai neanche cantare?"
"So cantare," risponde Shige in sua difesa, le sue guance rosso fuoco. "E' solo che non riesco a cantare e ballare contemporaneamente."
"Ma non stiamo ballando adesso!" esplode Ryo. Per essere così piccolo, ha di sicuro molta rabbia repressa. "Tutto quello che stiamo facendo è tentare di imparare la nostra nuova canzone-"
"- che è totalmente troppo alta per me," continua Shige. "Forse se i compositori prendessero in considerazione la mia gamma vocale-"
"Quale gamma vocale?" Ryo sembra stupito, come offeso per conto dei compositori, il resto dei NewS, e l'intero JE. "Il gatto di Koyama ha una gamma vocale migliore della tua."
"Lascia Nyanta-chan fuori da tutto questo," interviene Koyama, usando le sue parole per intromettersi e giocare la sua carta da mamma del gruppo. "Me ne occupo io, Ryo-chan. Lascialo stare e preoccupati di te stesso per una volta."
"Non ne ho bisogno," mormora Ryo mentre si guarda attorno per trovare qualcun altro a cui dare fastidio. "Io so tenere le mie note perfettamente. Non è colpa mia se Shige ha la resistenza di un ottantottenne grasso e asmatico."
Shige spalanca la bocca indignato e emette un suono altissimo che assomiglia ad uno squittio; Koyama gli afferra un braccio e lo porta via prima che possa trovare una risposta e faccia ricominciare Ryo di nuovo.
La faccia arrabbiata di Shige è scomparsa oramai quando Koyama lo spinge su una sedia e ne tira un'altra verso di se per sederglisi davanti. "Shige," comincia. "Tu sei il mio migliore amico, e voglio aiutarti."
"Ottantenne..." ripete Shige, aggrottando le sopracciglia mentre guarda Koyama come se si fosse appena accorto che è davanti a lui. "Come potresti aiutarmi a controllare la mia voce?"
Gli occhi di Koyama si illuminano. "Facile. Fai sesso."
Shige sbatte le palpebre. "Cosa."
"Davvero." annuisce Koyama con entusiasmo. "L'attività, ehm, vigorosa, ti darà più controllo."
Dopo un piccolo momento di silenzio, durante il quale Shige fissa Koyama come se gli fosse cresciuta una seconda testa, Shige dice, "Non basta andare a correre o roba del genere?"
"No, vedi." Koyama tenta di trovare il modo migliore per spiegarsi mentre Shige inclina la testa da un lato, stupito. "è il reale, ehm, movimento e il modo in cui devi respirare che-"
Shige alza una mano. "Per favore basta. Mi fa male vederti così imbarazzato." Dando una pacca sulla spalla a Koyama, lo supera e esce dalla stanza, lasciando chiudere dietro di se la porta e lasciando Koyama da solo a fissare il suo riflesso imbarazzato nello specchio.
Koyama aggrotta le sopracciglia, ma decide immediatamente che non è una cosa attraente su di lui. Ha bisogno di essere più sicuro di se stesso se vuole convincere Shige a fare qualsiasi cosa, figuriamoci quella.
Il giorno dopo, Shige arriva in sala prove in tuta e con i capelli raccolti in una coda, la sua pelle brilla di sudore mentre urla un "Ikou~" di 'Hoshi wo Mezashite' che teoricamente doveva essere cantato da Tegoshi. E' stonato ed un ottava e mezza più basso di quanto dovrebbe essere, ma riesce a tenere la nota senza tremare.
Ryo si ferma in mezzo ad una piroetta e si gira verso Koyama con occhi stupiti. "Cosa hai fatto, gli hai infilato il talento dentro scopandotelo?"
"Um."
"Non essere stupido, Nishikido," dice Shige casualmente, correndo sul posto. "Mi ha suggerito di provare un attività vigorosa per migliorare la mia resistenza, quindi stamattina sono andato a correre e a quanto pare funziona." si gira e lancia un sorriso enorme a Koyama.
Koyama tenta di non sbattere la testa sul tavolo.
.2 i suoi fianchi mentono
Koyama Keiichiro non è il genere di ragazzo che lascia perdere qualcosa dopo aver fallito, e per questo è di nuovo in azione mentre girano il nuovo PV, attendendo la sua opportunità per colpire.
"Shige," si lamenta Tegoshi. "Non lo stai facendo in modo giusto."
Le orecchie di Koyama sono sull'attenti mentre gira velocemente la testa per concentrarsi su Tegoshi e Shige, che stanno provando i nuovi passi di danza per il nuovo singolo.
"Che te ne frega?" risponde Shige annoiato, chiaramente esausto per tutte le mattine passate a correre. "Ti farà sembrare bravo."
"Baka!" urlacchia Tegoshi diversamente dal solito, aggrottando le sopracciglia al di sotto della sua frangia. "Dobbiamo muoverci tutti assieme. Se non lo facciamo, sembriamo entrambi degli incapaci." Mettendo le labbra in un broncio, incrocia le braccia e urla, "Kei-chan!"
Koyama trema per la forza della voce di Tegoshi. "Si?"
Tegoshi indica Shige. "Aggiustalo."
"Quand'è che hai intenzione di crescere?," dice Shige, spostandogli il dito con una mano. "Sono più vecchio di te solo di qualche mese e non mi comporto da bambino neanche lontanamente di quanto fai tu."
Ryo si lascia sfuggire un suono di sorpresa e terrore mentre il mento di Tegoshi inizia a tremolare. "Hey!" scatta Ryo. "Sono io quello cattivo del gruppo, non te." La sua faccia rimane seria e concentrata su di Shige mentre Tegoshi scivola sulle sue ginocchia e sorride. "E nessuno è mai cattivo con Tego-nyan."
Koyama vede le narici di Shige esplodere e pensa sia meglio trascinarlo fuori di lì il più veloce umanamente possibile. "Shige!" esclama quando raggiungono la privacy dell'esterno. "Che cosa ti è venuto?"
Shige tira un pugno al muro, cosa che non ha assolutamente l'effetto desiderato visto che è fatto di pietra e distrugge praticamente le nocche di Shige. "Ahi. Perchè dovevano mettere Tego e me nella stessa scena poi?"
"Tentano di cambiare, immagino." Koyama solleva le spalle. "Se continuano a mettere sempre le stesse persone assieme nelle scene, quell'orrore che è stato TegoMass si ripeterà."
"Tu ci staresti in un duo con me?" chiede improvvisamente Shige, guardandolo con occhi tristi. "KoyaShige?"
"Certamente," mente Koyama. "E il mio primo dovere come partner sarebbe aiutarti con le coreografie."
Shige ridacchia sarcasticamente. "Massu mi aiuta con le coreografie da anni. Se lui non riesce ad aiutarmi, nessuno può farlo."
"No." Koyama si ordina di non arrossire e raddrizza la schiena, incrociandosi le braccia sul petto. "Quello di cui hai bisogno è fare sesso."
"Non abbiamo già fatto questa conversazione?" chiede Shige.
"Da dietro," continua Koyama, parlando con tono serio come se stesse facendo una lezione di astrofisica invece di star dicendo a Shige come infilarlo in qualcuno. "Se lo fai in quel modo, devi ruotare i fianchi in modo da -"
"Non ho intenzione di ascoltare sta roba," dice Shige, espressione mezza divertita e mezza terrificata mentre si gira e cammina verso l'edificio.
Koyama sbatte la fronte contro il muro, e gli fa male probabilmente quanto ora fanno male le nocche di Shige.
Quando ritorna sul set, Shige e Tegoshi sono nel mezzo di un animoso dibattito con il loro coreografo. Koyama corre per intervenire, almeno finchè non sente Tegoshi esclamare, "Non mi importa di non poter fare la troia! Davvero!"
Koyama si blocca nel suo percorso, cercando nei volti degli altri membri qualcosa che gli confermi che ha sentito bene. Ryo ha la faccia di qualcuno che sta per scoppiare a ridere, Yamapi sembra solo un pochettino in disaccordo, Massu si sta felicemente riempiendo di cibo, e Shige sta sorridendo soddisfatto.
"Shige non vuole farlo," continua Tegoshi, usando i suoi occhioni da cucciolo per fare quello che vuole come sempre. "E Shige non dovrebbe per forza fare qualcosa se non la vuole fare."
Il coreografo sospira. "Va bene. Voi due saltellerete solo in giro o qualcosa del genere. Questo gruppo mi fa venire sempre il mal di testa."
"Yatta!" squittisce Tegoshi mentre si incammina. "Alleniamoci, Shige."
Shige fa l'occhiolino a Koyama mentre segue Tegoshi verso il set. "Quando si è in dubbio, basta usare le potenti abilità di persuasione di Tegoshi."
Quando le telecamere iniziano a riprendere, Koyama aggrotta le sopracciglia stupito mentre Shige e Tegoshi iniziano a saltellare in giro come gli è stato detto, scontrandosi di proposito come autoscontro umani. utto questo non stava andando assolutamente come nei suoi piani.
.3 popolarità
"Woo~!" urla Yamapi dall'altro lato della stanza. "Di nuovo numero cinque!"
"Chi ti ha battuto questa volta?" chiede Ryo nel mezzo di uno sbadiglio forzato.
"Non te." Yamapi gli fa l'occhiolino e tira a Ryo l'ultima Top 20 che sta girando per il Jimusho. "A quanto pare alle studentesse delle superiori non piacciono i sexy Osaka men."
"In realtà, hanno paura di noi," risponde Ryo, osservando la lista. "Oh guarda, Akanishi è esattamente sotto di te. Dovrebbe essere felicissimo di questo - le ragazzine minorenni che vanno ancora a scuola sono il suo tipo no?"
"Sta zitto," dice assentemente Yamapi con la sua voce da è-il-mio-migliore-amico-e-devo-difenderlo.
"Ma perchè non entro mai in quella lista?" chede tristemente Tegoshi.
"Neanche io ci entro mai," dice Ryo per consolarlo, pacioccando i capelli di Tegoshi e tentando di farli stare su. "Ma almeno sanno chi siamo. Non credo che le ragazzine delle superiori sappiano neanche il nome di Shige."
"Ha ha," mormora Shige da dietro un suo libro dell'università. "Peccato che non mi interessi."
"Vivitela finchè puoi," interviene Koyama, pensando che è un buon momento per continuare con il suo piano. "Quando diventerai un famoso avvocato, non sentirai più le persone urlare il tuo nome o applaudire per te."
"Ed è per questo che è un bel lavoro," mormora Shige.
"Oh, andiamo," lo rimprovera Koyama. "Stai tentando di dirmi che non ti piace?"
"Certo che mi piace," risponde Shige esasperato, chiudendo il libro e concentrandosi su Koyama. "Ma non ho intenzione di cambiare chi sono solo per entrare in liste stupide come quella."
"Shige," dice Ryo con aria estremamente seria, "quand'è stata l'ultima volta che l'hai fatto?"
Shige fa un suono indignato; Koyama fissa Ryo meravigliato, chiedendosi come aveva fatto ad introdurre l'argomento così facilmente quando Koyama aveva passato gli ultimi cinque minuti a tentare di tirarlo fuori.
"Così tanto, eh?" Ryo nota lo sguardo di Koyama su di lui e ridacchia. "Mi sembra che tu ti debba proprio trovare una povera ragazza che sia così scema da lasciarselo infilare da te. Saresti molto più felice, fidati."
"Hai parlato con Kei?" chiede Shige, e Koyama nasconde la faccia. "Se voi due state architettando un enorme piano per farmi andare a letto con qualcuno, evitate. Non cambierà nulla, e comunque ho cose ben più importanti di cui preoccuparmi." Il suo sguardo si sposta sulle dita di Yamapi che compongono un messaggio sul suo cellulare. "Inoltre, non gradirei che la mia reputazione fosse distrutta, diversamente da certe persone. Essere popolari non è sempre una cosa buona. Se devo scegliere tra il fatto che nessuno conosce il mio nome e l'essere la bicicletta del villaggio, la risposta è ovvia."
Tegoshi spalanca gli occhi come se avesse avuto una rivelazione. "Shige è così intelligente."
Ryo fa un occhiolino a Koyama e Koyama non riesce a capire perchè.
.4 nell'interesse del member-ai
Fino al giorno del tour, Shige diventa sempre più insopportabile. E' in vacanza da scuola e non sta recitando in nessun drama, e nessuno riesce a capire che cosa gli si è infilato nel sedere.
"O non si è infilato nel suo sedere," corregge Ryo, muovendo le sopracciglia su e giù.
Massu fa una faccia disgustata. "Stavo mangiando."
"Oi, Shige," urla Ryo, allungando la testa all'indietro nella direzione di Shige che è di nuovo concentrato su un libro, ignorando tutti gli altri. "Smettila di fare l'orso."
"Non sto facendo l'orso," dice Shige con voce monotona.
Ryo lancia a Koyama uno sguardo esasperato, al quale Koyama risponde inclinando la testa e aggrottando le sopracciglia in domanda e Ryo scuote la testa deluso allungando le braccia sulla testa e mettendole a forma di cuore.
"Oh!" squittisce Koyama. "Member-ai!"
"Mh, cosa c'è?," risponde automaticamente Shige, girando una pagina.
"Non ne hai!" urla Koyama con tono accusatorio. "E' vero che non stiamo filmando il backstage adesso, ma stai abbassando il morale del gruppo visto che sei così... così..."
"Frustrato," lo aiuta Tegoshi.
Ryo gli fa segno di vittoria col pollice.
"Frustrato?" rispondono all'unisono Shige e Koyama, girandosi verso Tegoshi.
"Si," dice Tegoshi. "Frustrato. Shige non ha bisogno di member-ai, ha bisogno di Shige-ai!"
Ryo scoppia a ridere.
Massu per fortuna ha la bocca piena.
Shige sembra volerli uccidere tutti.
Yamapi rotola verso di loro da dove si stava riposando sopra al tavolo e punta un dito verso la faccia di Shige. "Tu. Cercati un po' di culo. Stai disturbando la mia pace."
Il libro di Shige si chiude con un bel bam prima che se lo infili sotto un braccio e corra fuori dalla stanza senza dire un'altra parola.
Ryo schiaccia un dito contro Koyama. "è il tuo compagno di stanza, il problema è tuo."
Alzando gli occhi al soffitto, Koyama si alza in piedi e segue Shige verso la loro stanza nell hotel. Una volta che è li, si avvicina con attenzione al rialzamento a forma di Shige sul letto vicino alla finestra e si siede sul bordo. "Cosa c'è, Shige-kun," dice tranquillo, accarezzando una o due volte quella che spera sia la schiena di Shige.
"Niente," mormora il rialzamento, muovendosi. "Vorrei solo che mi lasciassero tutti stare. Solo perchè non voglio stare assieme a tutti tutto il tempo non significa che non ho member-ai."
"Vuoi che ti lascio solo?" chiede Koyama preoccupato.
Shige non risponde all'inizio, e Koyama non gli chiede niente; dopo quasi un minuto, la testa di Shige spunta fuori dalle coperte, i suoi occhi fissi su un punto inesistente alla sinistra di Koyama. "No."
Koyama accarezza i capelli di Shige, Shige gli fa spostare la mano, e ridono entrambi. "Vuoi tornare di nuovo sotto?"
Il sorriso di Shige svanisce. "Se ci torno, continueranno a fare casino sul fatto che devo andare a letto con qualcuno. In un certo senso ti odio per aver iniziato tutta quella cosa."
"Io non ho iniziato nulla!" esclama Koyama. "Stavo solo tentando di aiutarti."
"Come loro, ne sono sicuro." Shige fa una strana smorfia che sembra mezza addolorata e mezza speranzosa. "Ho solo vent'anni, sai. Magari..." Sospira e sposta gli occhi sui disegni del lenzuolo che è ancora avvolto attorno a lui. "Magari quel genere di cose hanno ancora un significato per me e non voglio farlo solo con una persona a caso che poi non vedrò mai più."
Il cuore di Koyama fa leggermente male. "Qualche volta mi dimentico quanto sei giovane," dice dispiaciuto. "scusami."
"non ti preoccupare," dice Shige con il suo sorriso falso da idol. "Tegoshi è più giovane di me e lui è..." Lentamente, i suoi occhi si alzano verso quelli di Koyama. "Non dirlo a nessuno, Kei, per favore? Mi prendono in giro abbastanza."
"Il tuo segreto è al sicuro con me." Koyama si chiude la bocca come se fosse una cerniera e inghiotte la chiave.
Shige ridacchia nel cuscino. "Grazie."
A Koyama piace sentire Shige ridere, così tanto che si infila sotto le coperte e lancia un attacco di solletico che fa urlare e contorcere Shige con una faccia rosso fuoco. Almeno finchè Shige non contrattacca, non è il più forte dei due ma di sicuro è il più intelligente, e cadono sul pavimento incastrati tra le coperte, ridendo istericamente, dimenticando per il momento i discorsi su tutte quelle cose imbarazzanti.
Quando ritornano dal gruppo, Koyama lancia a tutti uno sguardo non da Koyama oltre la testa di Shige e gli altri si allontanano. Almeno, Ryo annuisce con approvazione e tira una gomitata leggera a Tegoshi quando l'altro inizia ad aprire la bocca. Massu e Yamapi non sono interessati e stanno mangiando assieme una torta.
Shige è molto più felice per tutto il resto del tour, e Koyama inizia a pensare che magari Tegoshi ha ragione.
.5-1 koyama ha bisogno di andare a letto con qualcuno
"Sono preoccupato per Kei-chan."
La morbida voce di Tegoshi viaggia attraverso la stanza fino alle orecchie distratte di Koyama. La sua mente registra che stanno parlando, di lui, ma non se ne interessa mentre continua a guardare Shige lottare con la sua voce durante la sua lezione con l'insegnante di canto.
E' vero che ultimamente è stato protettivo nei confronti del suo migliore amico, anche più del solito, ma gli altri si sono tenuti lontani da Shige più volte che il contrario. Gli occhi di Koyama si allargano mentre considerà la possibilità - sta contribuendo lui alla caduta del loro member-ai? Inaccettabile.
Riluttante, Koyama sposta gli occhi da Shige e si gira verso il resto del gruppo con un enorme sorriso provato più e più volte, leggermente dispiaciuto da come si ritirano sotto il suo sguardo. "Usciamo assieme stanotte, ne?" suggerisce con la sua migliore voce. "Possiamo ordinare qualcosa da mangiare e guardare uno degli orribili drama di Yamapi."
"Hey," mormora Yamapi, che è mezzo addormentato e sembra stia protestando solo perchè si sente obbligato a farlo.
"Potremmo guardare Stand Up," suggerisce Tegoshi con un ghigno che specchia quello che si sta formando in contemporanea sul volto di Ryo.
"Non credo sia una buona idea," dice velocemente Koyama, con un espressione colpevole sul volto mentre la porta si apre e si chiude dietro di lui.
"Che cosa non è una buona idea?" chiede Shige, con un espressione irritata che fa intuire il risultato della sua lezione di canto.
"Tutti noi sul divano di Kei assieme a guardare Stand Up, a quanto pare," risponde Ryo alzando le spalle. "Magari è offeso dall'eterosessualità."
Yamapi si sveglia ridendo, cadendo giù dal mobile nel frattempo. Massu riesce a salvare il suo hamburger giusto in tempo e sembra molto sollevato.
"Io non sono-" inizia Koyama.
"Kei-chan?" dice Tegoshi lentamente, mordendosi il labbro inferiore come se fosse nervoso. "Quand'è stata l'ultima volta che sei stato con una ragazza?"
Shige si soffoca con l'acqua e non riesce a coprire la sua risata.
Koyama sorride. "Oh, più o meno quando sei stato con una te."
La faccia sicura di Tegoshi scompare. Ryo ridacchia.
"Festa da Koya-mama!" dichiara Yamapi, alzando un pugno in aria da dov'è sdraiato sul pavimento. "Io porto l'alcohol!"
"Io porto il cibo!" si offre Massu.
"Io farò rubare a Ueda la copia di Stand Up di Jin," dice Ryo, fissando male tutti a turno prima che potessero ridere.
"Io..." Tegoshi sembra perso. "Io farò quello carino."
Ryo gli arruffa i capelli con affetto.
"Io ci sarò," dice Shige a Koyama, la sua voce molto più profonda di quella degli altri mentre gli lancia un sorriso sincero, afferra la sua borsa, e se ne va.
Mentre Koyama lo guarda andare via, viene riempito da quel caldo sentimento che potrebbe essere definito come member-ai.
"Shige-ai," corregge Tegoshi sottovoce, lanciando uno sguardo complice a Ryo.
.5-2 missione compiuta, in un certo senso
"Mi sembra di essere negli Arashi," commenta Ryo, ma la sua voce è smorzata dal fatto che sta parlando contro lo stomaco di Yamapi.
"Io sto comodo," mormora Tegoshi assonnato, strisciando un po' più vicino a Yamapi e abbracciando Massu - e si conseguenza anche i popcorn - come un cuscino.
Yamapi russa. Forte.
"La mamma di Yamapi è figa," dice Ryo, a voce alta.
Yamapi avvolge un braccio attorno alla facca di Ryo in modo da non fargli vedere più nulla. Ryo gli morde il braccio per vendetta, guadagnandosi un colpo in faccia da Tegoshi mentre Ryo sobbalza e tira un calcio nel sedere a Massu.
"Credo che tu abbia bisogno di un divano più grande, Kei," dice Shige da sopra le ginocchia di Koyama, dove è praticamente accoccolato sopra di lui mentre Koyama è appoggiato contro Yamapi e usa la testa di Ryo come un bracciolo. Potrebbe strozzarlo se volesse, ed è abbastanza sicuro che questo sia il perchè del fatto che Ryo non ha detto nulla riguardo Koyama per la maggior parte della serata, almeno dopo il litigio di dieci minuti per chi si doveva sedere sul divano, i cui risultati erano ovvi.
"Siete fortunati che sono ubriaco," dice Ryo , e si addormenta immediatamente dopo.
Tegoshi ridacchia nei capelli di Massu.
Succede qualcosa nel drama che fa ridere Tegoshi, Massu, e Shige come dei matti, ma Koyama non sta guardando il drama da due episodi per osservare Shige. Era piuttosto dur- difficile, Keiichiro, difficile fare qualsiasi cosa che necessitava concentrazione con una grande porzione dell'intera persona di Shige appoggiata su di lui. Koyama riesce a sentire il suo petto alzarsi ed abbassarsi con ogni respiro, le basse vibrazioni nella sua gola quando parla o ride, il ritmo regolare del suo battito cardiaco. I capelli di Shige solleticano il naso di Koyama, e lui pensa che il suo respiro solletichi l'orecchio di Shige perchè Shige sobbalza leggermente ogni volta che Koyama respira dalla bocca.
Questo, naturalmente, significa che Koyama ha improvvisamente iniziato a respirare solo con la bocca. Dopo le larghe quantità di liquore che hanno bevuto tutti, nella sua testa tutto questo è perfettamente sensato. Sta lottando contro il sonno anche se sono le tre di mattina perchè ogni volta che il corpo di Shige sobbalza leggermente, il ragazzo si lascia sfuggire dell'aria dalla bocca e Koyama la sente contro la pelle sensibile del suo petto, anche attraverso la maglietta.
Deve fare attenzione, però, perchè lo stomaco di Shige è praticamente tra le sue gambe e pensarci troppo potrebbe causare una situazione disastrosa. E' grato di aver bevuto perchè se fosse sobrio ora, sarebbe troppo tardi e avrebbe qualche domanda imbarazzante a cui rispondere.
Comunque, tutto questo non lo trattiene dall'avvolgere le braccia attorno a Shige e sospirare soddisfatto. Potrebbe sempre dare la colpa all'alcohol. La risposta "Pensavo che fossi un lenzuolo" resta tranquilla sulla lingua di Koyama, attendendo il suo momento.
"Yamapi~" canticchia Shige nella sua voce bassa, allungando un braccio attorno a Koyama per tirare una ditata alla gamba di Yamapi. Quando non ottiene risposta, tira una ditata a Ryo sul naso. "Ryo-chan~"
Se Ryo fosse sveglio, gli staccherebbe di sicuro il dito e tutto il resto che riuscirebbe a raggiungere, per questo un leggero pugno alla schiena di Koyama è il segno del fatto che è completamente morto.
Shige non può riuscire a raggiungere Tegoshi o Massu, perfino Koyama lo sa, ma ci prova, allungandosi sul corpo di Koyama e in parte su quello di Yamapi. "Tesshi? Massu?"
Tegoshi fa uno strano suono lamentoso e allunga le braccia, più per la strana sensazione dello stomaco di Massu che brontola contro di lui che per il suo nome che viene mormorato.
Tutta la stanchezza di Koyama e la maggior parte delle cellule cerebrali che gli rimangono scompaiono spontaneamente quando sente qualcosa che gli tocca un fianco nella direzione generale dell'inguine di Shige. Quelle sono le chiavi, quelle devono essere le sue chiavi. Shige non permetterebbe... non c'è nessuna ragione per cui potrebbe succedere... chiavi, si. Ma non c'è nulla che tintinna. Il suo telefono, allora. Koyama sa dannatamente bene che il telefono di Shige è sul mobile in cucina, esattamente accanto alle sue chiavi. Che cos'altro potrebbe essere a parte -?
Shige fa il broncio, probabilmente rattristato dal fatto che gli altri sono morti prima di lui, e Koyama sa che è perchè Shige non beve neanche lontanamente quanto tutti loro, perfino di Tegoshi adesso che è maggiorenne. Prima che Koyama riesca a rimuginare troppo sul livello di sobrietà di Shige, il ragazzo si alza a sedere sui suoi talloni e si siede direttamente sulle gambe di Koyama, sorridendo come uno stupido e quasi perdendo l'equilibrio mentre si avvicina alla faccia di Koyama. "Kei-chan, sei ancora sveglio!"
Sarebbe così, così facile- "Si, lo sono," risponde Koyama, quasi imbarazzato dal suo strascicare le parole mentre tenta di concentrarsi su Shige così vicino a lui, ordinando in contemporanea al suo corpo di non reagire a quello che ora era sicuramente schiacciato contro la sua coscia.
Fare un sacco di cose alla volta è solitamente una delle specialità di Koyama, ma l'essersi bevuto due casse di birra con gli altri del gruppo e l'aver guardato otto ore di discorsi sul sesso fanno sì che il corpo di Koyama disobbedisca al suo cervello. Non tenta neanche di nascondere lo sguardo colpevole sulla sua faccia, e non ha l'energia di distogliere gli occhi da Shige quando tutto il suo sangue si dirige tra le sue gambe.
Shige sbatte le palpebre, il suo sorriso che lascia il posto ad uno sguardo totalmente serio mentre osserva Koyama come se non l'avesse mai visto prima. "Mi piaci," dice chiaramente, gli angoli delle sue labbra che si sollevano leggermente con divertimento quando il suo sguardo cade in giù e poi ritorna su, senza vergogna. "Ovviamente."
"Sei ubriaco," risponde Koyama con una risatina. "E anche io."
"E tutti gli altri sono addormentati." Shige ha uno sguardo malizioso nei suoi occhi, uno che Koyama non vede da anni. "Immagina."
"Cos-" inizia a dire Koyama, non riuscendo a continuare a parlare non perchè è ubriaco ma perchè Shige lo blocca, letteralmente, con la sua bocca.
Il primo istinto di Koyama è squittire, e così fa. Può sentire le labbra di Shige che sorridono contro le sue mentre Shige usa il suo peso per schiacciarli l'uno contro l'altro, le sue braccia che scivolano su per la schiena di Koyama per trattenerlo quando si scontra contro la spalla di Yamapi. Un suono basso riverbera nella gola di Shige mentre si allontana, il volto arrossito e le labbra che brillano, anche se le loro bocche rimangono chiuse.
Appoggia il naso contro quello di Koyama e morde il suo labbro inferiore. "Questo."
Koyama mormora qualcosa per far segno che ha sentito perchè non sa che altro dire. Ritrova velocemente la sua voce quando sente una pressione contro la sua erezione causata dai fianchi di Shige che scivolano rudemente contro i suoi, la bocca di Shige che discende sulla sua giusto in tempo per smorzare il suo gemito stupito e estremamente soddisfatto.
Il bacio è morbido e diretto, le loro lingue che si cercano e stuzzicano e le loro teste che si inclinano per non intralciare. Koyama avrebbe dovuto capire che Shige sarebbe stato serio riguardo ai baci come lo era con tutto il resto, l'unico effetto che aveva avuto l'alcol era accrescere la sua perseveranza. Lo Shige che solitamente si trattiene e pensa sempre due volte alle cose non salterebbe mai addosso a Koyama in questo modo, ma lo Shige che non è legato alle sue inibizioni ed si lascia condurre dalle sue emozioni farebbe questo e molto, molto altro.
"Shige," sospira Koyama, facendo scivolare un braccio tra di loro per appoggiare il palmo della mano contro il petto di Shige e spingerlo lentamente indietro. "Non posso. Non così."
"Ho bevuto solo tre birre," insiste Shige. "E so che lo sai perchè so che mi stavi guardando. Mi osservi sempre. Kei-chan, sei così stupido."
"Eh?" Koyama si concentra per riuscire a vedere qualcosa, intravedendo per poco una punta del sorriso di Shige.
Shige si schiaccia contro Koyama affonda la faccia nel suo collo. "Per tutto questo tempo stavi tentando di farmi mettere con qualcun altro mentre io voglio solo stare con te. Stai iniziando a capire?"
"Shige," dice Koyama con forza, intendendo protestare ma anche alle sue stesse orecchie suona come un incoraggiamento. "voglio crederti," riesce a sussurrare mentre le labbra di Shige baciano la sua pelle. "Voglio ricordarmi di tutto questo."
Shige si blocca e sospira. "Hai ragione. Scusa. Te lo volevo dire da sempre, ma non mi sono sentito sicuro di confessarmi prima di stanotte."
Koyama non può farci nulla; ride. E' così ironico, che si può scambiare con 'divertente' per lui in questo momento. Ride così tanto che Yamapi si stiracchia dietro di lui e apre un occhio.
"Voi due," mormora. "State zitti e smettetela di far dondolare la barca."
Shige sussulta come se si fosse dimenticato che lui e Koyama non sono le uniche persone sul divano. "Imbarazzante," mormora contro il collo di Koyama, continuando a muoversi contro di lui abbastanza piano da non essere notati e facendo impazzire Koyama.
Quando Yamapi inizia di nuovo a russare, Koyama inclina la testa e sussurra nell'orecchio di Shige, "Non muoverti e fa silenzio."
Prima che Shige possa rispondere, Koyama fa scivolare una mano tra di loro e accarezza la sporgenza nei pantaloni di Shige. Il respiro di Shige sussulta nella sua gola, ma segue gli ordini e schiacchia la faccia nella maglia di Koyama, sollevando i fianchi per dare più spazio a Koyama. Koyama ridacchia e non perde tempo nell'infilare la sua mano dentro, avvolgendo le sue dita attorno alla carne dura di Shigee rabbrividendo al modo in cui riesce a sentire il gemito basso e inaudibile di Shige, attraverso tutto il suo corpo
"Kei," dice Shige, bloccandosi un attimo per prendere un respiro. "Kei, vuoi che anche io, um, ti faccia questo -"
"No," risponde Koyama con decisione. "Sono troppo rumoroso e probabilmente anche troppo ubriaco. Lasciami solo prendermi cura di te, puoi sdebitarti dopo."
"Okay."
La punta dell'orecchio di Shige è di un rosa scuro, e Koyama si chiede se Shige cambia sempre colore quando è eccitato. Ci preme le labbra contro, sorridendo quando Shige trema tra le sue braccia e sussulta nella sua mano. Facendo correre la lingua attorno all'orecchio, Koyama tenta di respirare lentamente, una cosa piuttosto difficile visto che il respiro di Shige si velocizza fino quasi al punto dell'iperventilazione.
"Kei," ansima, stringendo la sua presa sulle braccia di Koyama. "Oddio, sono vicino."
"fai silenzio," sibila dolcemente Koyama nell'orecchio Shige, accarezzandolo più velocemente e trattenendo i suoi gemiti che minacciano di sfuggirgli con il modo in cui Shige è attaccato a lui, bisognoso di venire per mano sua.
Shige espira con difficoltà e si lascia andare, tentando di smorzare senza successo un gemito profondo che fa venire voglia a Koyama di rinnegare tutte le sue parole e buttare Shige sul pavimento li davanti, proprio in quel momento, davanti a tutti, che sia dannata la privacy. La sua mano si rilassa e Shige fa lo stesso, e Koyama giura che ha considerato di pulirsi sui capelli di Ryo solo per una frazione di secondo, optando per il divano perchè è più vicino e non lo ucciderebbe.
Ci vuole un momento perchè Shige si calmi, ritornando nell'abbraccio di Koyama e sospirando soddisfatto. "Non ti preoccupare, Kei," sussurra. "Ti amerò anche domani mattina."
"E' mattina," precisa Koyama, sbadigliando e avvolgendo Shige in un abbraccio soffocante.
Shige però non si lamenta, e due secondi dopo Koyama si ritrova con uno Shige totalmente svenuto sopra di lui. Considera per un attimo di alzarsi e trascinare entrambi al letto, ma ancora prima che il pensiero si riesca a completare nella testa di Koyama, è addormentato anche lui.
E' strano come i piani di Koyama in qualche modo vengano sempre completati, dopotutto.
.omake
Koyama si sveglia con quelli che sembrano entrambi i suoi polmoni collassati, luci da stadio che brillano direttamente nei suoi occhi, e una squadra di ninja incazzati che fanno acrobazie sul suo cervello. Dopo due secondi di risveglio, soffia via i capelli di Shige dalla sua faccia e ispira piuttosto felice, sentendosi ancora come se stesse sdraiato sotto una tonnellata di mattoni ma sopportandolo molto meglio.
Un suono leggero raggiunge le sue orecchie e Shige si muove lentamente per un po', presumibilmente ricercando la sua coerenza anche lui. "'giorno," mormora.
"'giorno," risponde Koyama, la sua voce è inesistente.
Il peso di Shige si sposta e Koyama apre gli occhi giusto quel poco che basta per vedere Shige che guarda in giù verso di lui attraverso occhi socchiusi, un sorriso pigro che decora le sue labbra. "Ti ricordi?"
Koyama annuisce, stringendo gli occhi per l'improvviso dolore che gli passa attraverso la testa. "Ahi."
Quando gli occhi di Koyama si chiudono di nuovo, la forza di gravità e la forta luce del sole che rendono impossibile tenerli aperti, Shige ride basso nella sua gola. Koyama sente baci leggeri sulle sue palpebre e sorride, stringendo Shige ancora più vicino a se e toccando gli il mento con il suo finchè Shige non capisce e cattura le sue labbra.
"Ti amo anche io," sussurra Koyama, sentendo il sorrido di Shige mentre risponde al bacio, il suo post sbornia molto più tollerabile ora.
"Vedi?" la voce di Tegoshi penetrà la loro serenità. "Shige-ai."
Shige toglie immediatamente la sua bocca da sopra quella di Koyama e ride istericamente contro il suo collo, la sua faccia estremamente rossa.
"Perchè siete ancora quì," dice Koyama con voce piatta, guardando male nella direzione dove più o meno si potrebbe trovare Tegoshi attraverso i suoi occhi ancora socchiusi.
"Era ora che voi bastardi vi svegliaste," scatta Ryo dall'altro lato della stanza. "Massu è andato a comprare la colazione visto che non hai del cibo decente."
"Abituatevi al fatto di noi che roviniamo i vostri piccoli 'momenti'," aggiunge Yamapi, e Koyama sa che sta facendo il segno delle virgolette con le dita. "Specialmente se saremo esposti ad estreme quantità di sbaciucchiamenti vari in nostra presenza."
"Non più del solito," risponde Koyama tranquillamente.
"Giah," dice Ryo con tono sarcastico. "Allora perchè io so che Shige geme quando viene?"
"Oh, mio dio," mormora Shige, mettendosi quasi a piangere.
Koyama si schiarisce la gola e osa riaprire i suoi occhi, fissandoli a turno con gli occhi socchiusi. "Imparerete che io urlo come una sirena se non ve ne andate nei prossimi trenta secondi."
Ryo è il primo fuori dalla porta, che ritorna indietro il secondo dopo per prendere Tegoshi dal colletto e trascinarlo via. Yamapi zompetta fuori col suo ritmo, facendo l'occhiolino mentre passa accanto al divano e piroettando quando finalmente esce dalla stanza.
Koyama apre la bocca per dire qualcosa, ma Shige lo batte e lo bacia appassionatamente, schiacciandosi contro di lui come se stesse tentando di fonderli assieme. Si allontana altrettanto velocemente, appoggiando il mento sul petto di Koyama e sbattendo gli occhi fissandolo.
"Kei," dice con voce seria. "Sei stato estremamente distratto a lavoro ultimamente."
Koyama solleva un sopracciglio. "Chissà perchè."
Shige sorride sicuro di se. "Ho proprio la soluzione che fa per te..."
**FINE**

Shige Cannot Kiss!

Titolo: Shige Cannot Kiss
Autore: Jent Fanfic
Traduttore: VisualPrincess
Pairing: Koyato (NEWS)
Rating: R
Koyama schiacciò il freno. Finalmente erano arrivati all' Aoyama Daigaku. Shige controllò il suo orologio; un quarto d'ora in anticipo rispetto al solito. Koyama era così felice dell'arrivo di un suo amico al campus che si era svegliato troppo presto. Shige aprì il suo termos con la cioccolata calda e il suo pacchetto con i panini, la colazione che gli preparava solitamente Koyama, e cominciò a mangiare.
Koyama, era impegnato a tenere il ritmo della musica che proveniva dalla radio sbattendo le dita sul cruscotto quandò sentì Shigeaki quasi soffocare.
"Eh?" Koyama si girò verso il suo amico che si stava asciugando la bocca ed era impegnato a seguire con lo sguardo qualcosa al di fuori della macchina. L’altro ragazzo seguì il suo sguardo e riconobbe quasi immediatamente la persona che Shige stava fissando. Era una ragazza alta e dai capelli lunghi, con indosso una felpa rossa, pantaloni larghi neri e normali scarpe da ginnastica e stava camminando con determinazione verso i cancelli. Tsubaki.
"E’ così carina..." sospirò Shigeaki.
Tsubaki era la ragazza che Shige sin dalla fine dello scorso semestre. E naturalmente Koyama lo sapeva poiché era il migliore amico di Shige.
"Parli solo ma non ti dai mai da fare." affermò Koyama "perché non la corteggi?"
La risposta era ovvia; Shige era troppo timido per riuscire ad approcciare qualcuno, anche se era popolare in tutto il paese.
"Cioè,sono passate troppe ragazze nella tua vita..." E con questo Koyama iniziò ad elencare i nomi delle ragazze per cui Shige si era preso delle cotte. "Non riesci ancora a sceglierne una? Più che altro, sai come si fa a corteggiare una ragazza, Shige?"
Shige aggrottò la fronte e Koyama rise
"Ahaha, ma perchè te lo chiedo? Ci scommetto una mano che non riesci neanche a baciarla una ragazza!" lo stuzzicò Koyama e questo fece infuriare Shige. Aveva ascoltato fin troppo. In un attimo, abbassò la testa verso il suo amico e le loro labbra si incontrarono. Shige tenne ferma la testa di Koyama contro il sedile del guidatore mentre continuava ad assaltare le sue labbra. Koyama non riusciva a respirare dallo stupore. Osservò Shige che lo stava baciando con gli occhi chiusi ed un'espressione tranquilla sul viso, e sentì salire una vampata di calore al volto. La lingua di Shige toccò le sue labbra chiedendo il permesso di entrare. Koyama socchiuse le labbra e pochissimi secondi dopo realizzò che il suo amico stava già spingendo la lingua contro la sua. Quello che gli fece perdere completamente la testa fu quando Shige accarezzò la sua lingua lentamente, come in un massaggio.
Koyama si sentì indurire.
Oh cavolo, Le labbra di Shigeaki sono così morbide! e la sua lingua! che cavolo sta succedendo?!
Koyama era così eccitato dalle cose che faceva la lingua di Shige nella sua bocca che gemette nel mezzo del bacio.
Mi sto prendendo una cotta ora? Hmm? Hmm?
Innegabilmente, si.
Il suo momento paradisiaco si interruppe quando lo studente si staccò da lui. Shige si asciugò la bocca col dorso della mano. I suoi capelli erano arruffati e i suoi occhi socchiusi guardavano in giù verso la forma affannata del suo amico; Koyama lo trovò davvero sexy. Proprio in quel momento, la campanella dell'università suonò, segnalando l'inizio delle lezioni. Shige ritornò alla normalità e si aggiustò i capelli.
Koyama stava ancora tentando di riprendere fiato quando il ragazzo parlò, "ma posso baciare un ragazzo, zittirlo e farlo gemere." La frase fece arrossire Koyama, il suo volto del colore di un pomodoro. Keiichiro, non volendo lasciare l'ultima parola a Shige, parlò prima che il ragazzo potesse uscire dalla macchina:
"Ne, perchè non corteggi me invece di lei?".
**FINE**